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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
"Padova citta' per vecchi", contro i divieti notturni ragazzi scatenati nella rete
Sotto tiro il sindaco Zanonato (foto), che ha firmato l'ordinanza per ripulire via Bernina, all'Arcella, da spacciatori, ladri, incivili che insozzano strade e marciapiedi, imponendo la chiusura all'1
Venerdì 11 Febbraio 2011
di Il Mattino di Padova
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PADOVA - Voglia di divertimento da una parte e linea dura contro il degrado dall'altra: sono gli opposti fronti su cui si sta consumando la diatriba fra Flavio Zanonato e i giovani che stanno tempestando la sua bacheca in Facebook. A ispirare la singolar tenzone è l'ordinanza che il sindaco, rivestiti i panni dello sceriffo, ha emanato tre giorni fa per ripulire via Bernina, zona Arcella, da spacciatori, ladri, incivili che insozzano strade e marciapiedi di pipì e vomito.

Nel mirino del popolo della notte il contenuto "punitivo" del provvedimento che impone la chiusura all'una alla discoteca Love (locale gay - ndr Gaynews) e il divieto di somministrare bevande e cibi ai circoli E-Style, Unwound e Mappaluna. Città per vecchi, pulizia etnica, città di spettri: si sprecano nelle critiche dei ragazzi scenari deprimenti per l'immagine di Padova. Contro il sindaco anche chi lavora nei locali, preoccupato di perdere il posto.

Ma Zanonato è irremovibile: «Devo tutelare i diritti dei residenti». E si appella all'articolo 41 della Costituzione, che recita: «L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana».

Giovani agguerriti. «Io che ho vent'anni dovrei passare il sabato sera a giocare a canasta? - chiede Luisa Torchio - Locali e discoteche fanno girare l'economia, non sarebbe il caso di incentivare la cosa, invece che bloccare tutto ogni volta? E' questa una città per vecchi che appena si lamentano scatta l'ordinanza? Poi non si stupisca se i giovani scappano».

«Smetta di fare ordinanze senza senso - rincara Jennifer Sforza - siamo stanchi di tutto quello che ci proibisce. Non tagli le gambe a posti tranquilli e che finalmente propongono cose diverse a costi ridotti».

I ragazzi difendono a spada tratta l'offerta di svago dei circoli di via Bernina: «Questi locali sono la storia del divertimento di Padova e non c'è motivo di adottare la politica del proibizionismo. La città offre sempre meno alternative - si lamenta Elisa Fais - non siamo noi giovani a rubare nelle auto e a spacciare». «E' la solita soluzione comoda - accusa Giacomo Bosello - perché altre sarebbero impegnative». «La chiusura alle 23 dei locali in centro - fa notare Gianni Ratti - ha consegnato piazza delle Erbe agli spacciatori».

Lavoratori preoccupati. «Che alternativa ci propone Signor Sindaco a noi dipendenti dei locali? - chiede Pamela Burcovich del Love - E gli affitti, gli artisti, i clienti affezionati e le migliaia di euro spese? La sua ordinanza tutela solo una parte dei cittadini. Ha un'alternativa per quelli come me che di questo lavoro vivono?». E del resto è diffusa fra "gli amici" in rete del primo cittadino l'idea che il suo provvedimento provocherà danni all'economia locale con conseguente impoverimento della città.

Sindaco risoluto. «In quella zona di Padova - risponde Zanonato ai ragazzi che lo hanno contattato in Facebook - vivono centinaia di famiglie che hanno dei diritti che devono essere tutelati. I circoli aprono ma non risolvono problemi tipo i parcheggi, hanno una frequentazione sovradimensionata rispetto alle strutture a disposizione. Spesso in questi locali sono presenti numeri incompatibili con le norme di sicurezza. Sollecitati dai residenti, che hanno raccolto 400 firme, abbiamo monitorato la zona e documentato problemi come la presenza di droga, rumori fino alle 5 di mattina, grande consumo di alcol, vomito e pisciate sulle strade. Non credo - rimane convinto Zanonato - che i giovani nella loro grande maggioranza si divertano sballandosi e ubriacandosi, ma i responsabili sono stati avvisati che dovevano cambiare e non hanno provveduto. Non è vero che a Padova non ci sono opportunità di divertimento per i giovani - sottolinea il sindaco - per fare un esempio è una capitale della musica pop e rock».

Le proposte. Secondo i giovani, al di là dell'odiata ordinanza, qualcosa potrebbe fare l'amministrazione comunale per ridurre il degrado e limitare i problemi legati alla presenza di locali molto frequentati in via Bernina: mezzi di trasporto pubblici notturni per evitare il caos parcheggi, ma soprattutto inviare pattuglie delle forze dell'ordine per scoraggiare gli spacciatori, i ladri e gli esagitati che si sballano a suon di alcol e droga e usano le strade come latrine.

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