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| Trieste: bomboniere per unioni gay |
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| L’evoluzione dei costumi, anche e soprattutto per quanto riguarda le coppie, è andata avanti più veloce di tutte le tradizioni, anche le più radicate |
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| Domenica 06 Febbraio 2011 |
| di Il Piccolo di Trieste |
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Avete sopportato per anni i tristi rituali del taglio della cravatta, «bacio bacio», trenino all’insegna di ”Meu amigu Charlie Brown”, o persino composizioni poetiche in rima baciata sulle abitudini della neo-coppia? Eravate nel clan dei soliti amici che, fantasia suprema, attaccavano una quintalata di barattoli sotto la macchina degli sposi e/o la riempivano di palloncini o schiuma da barba? Preistoria. L’evoluzione dei costumi, anche e soprattutto per quanto riguarda le coppie, è andata avanti più veloce di tutte le tradizioni, anche le più radicate. Tanto che oggi, oltre alle unioni gay, è possibile festeggiare anche divorzi e separazioni.
E non occorre andare troppo lontano. In pieno centro, nella laicissima Trieste, il negozio ”Blu” di Galleria Protti ha lanciato una serie di prodotti, per così dire, collaterali, che non mancheranno di creare interesse. Del resto, inutile girarci troppo attorno, quando esiste la domanda si materializza immediatamente l’offerta. In mezzo all’oggettistica pregiata, da nozze, battesimi, comunioni o cresime, e a ”chicche” di ogni genere (bomboniere con i Flinstones, deliziose chioccioline, orsetti vestiti da pirati) possono dunque spuntare le statuette ”omo” da torta (sì, lui con lui, elegantissimi, e lei con lei) oppure la Statua della libertà. Che in questo frangente, però, non celebra l’indipendenza americana ma la libertà dal partner, sia essa maturata sotto forma di separazione od ormai istituzionalizzata nel divorzio finale. L’idea è di Gabriella Donna e della socia Desiree Cerne e pare abbia già raccolto un notevole interesse. Perchè non esisteva, in primis, e perchè, le statistiche parlano chiaro, siamo una delle città dove ci si separa con maggior frequenza. E, verrebbe da dire, con maggior leggerezza.
Gratta gratta, si scopre che l’idea della festa, chiamiamola così, dei neoliberi, ha contenuti più profondi di quello che si può pensare. Sentire al riguardo Danilo Slokar, esponente leghista ma prima ancora marito di Gabriella. «Stiamo pensando a una vera e propria convenzione, che coinvolga gli avvocati e culmini in una festa finale – racconta – perchè seppure in un momento difficile delle propria esistenza è indubbio che almeno una delle due parti sia felice della situazione che si è venuta a creare... Quanto alle bomboniere – continua Slokar – credo che questo sia il momento giusto. La logica della famiglia cosiddetta allargata è accettata comunemente e si ha difficoltà, ormai, a scandalizzarsi per qualsiasi cosa...».
Un paio di statuette cambieranno il mondo? No, ma magari il fatto che se ne parli può contribuire a ridurre fobie e luoghi comuni. Ma Slokar già scalpita e guarda lontano. «Ne ho parlato anche all’assessore Seganti – anticipa – e ci credo veramente. Penso a una Trieste novella Las Vegas, con i dovuti limiti. Una città, insomma dove venire appositamente per sposarsi. Le attrattive, obiettivamente, non ci mancano, e per questo credo sia una carta da giocare tutta, sul fronte del turismo». Questo articolo ha ricevuto 515 visite.
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