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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Bersani: siamo un partito di governo. E lo dimostreremo
Bersani: siamo un partito di governo. E lo dimostreremo
Letta cita come terreno sul quale cercare l'unità ed evitare l'autogol i "temi più delicati", e il suo pensiero corre alle unioni gay e alla patrimoniale
Domenica 06 Febbraio 2011
di Rainews24
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Roma - Sono ripresi i lavori dell'Assemblea nazionale del Pd alla nuova Fiera di Roma e le Assise del Pd hanno iniziato a votare i documenti programmatici messi a punto ieri pomeriggio dalle commissioni. L'Assemblea voterà i documenti sulla sanità, la Pubblica Amministrazione, la cultura, la Famiglia e i giovani, la sicurezza. Sul palco è presente Pier Luigi Bersani, che chiuderà i lavori nel primo pomeriggio, oltre alla presidente Rosy Bindi e i vicepresidenti Marina Sereni e Ivan Scalfarotto.

Bersani: siamo un partito di governo

"Siamo un partito di governo". Pierluigi Bersani chiude l'assemblea nazionale del Pd e afferma che in questa due giorni "il dibattito ha segnalato un carico di emozione e tensione civile che non dobbiamo abbandonare e che va accompagnato da un ragionamento, e da una consapevole resaponsabilita' di governo". "Noi - ha detto il segretario Pd - siamo un partito di governo e lo dimostriamo quando prospettiamo una soluzione politica e diciamo parole non generiche sull'Italia che vogliamo e sulle cose che promettiamo di fare".

Non accettiamo che l'Italia giri attorno ai giorni inconcludenti di Berlusconi e alle sue disdicevoli notti", continua Pier Luigi Bersani. "Noi non proporremo favole ma una sfida positiva per il paese perche' la verita' e' la chiave per evitare la rassegnazione e per dare un orizzonte e un futuro al paese, denunciando il distacco dell'Italia rispetto all'Europa che e' anche distacco politico perche' il populismo e' il governo". Berlusconi, dice ancora il leader del Pd, "ora e' andato a pulire l'angolino e' andato a tirare su Storace" e lo fa uno " che e' partito 15 anni fa parlando di rivoluzione liberale".

Sul grande tema dei diritti che ci fa discutere, anche se non e' in discussione la liberta' di coscienza, e' compito di un grande partito lavorare per cercare una convergenza per trovare la soluzione per l'Italia". Cosi' ancora il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, dal palco dell'assemblea, ha assicurato "un percorso" dentro il partito per cercare una sintesi su temi come il testamento biologico o le coppie di fatto, che hanno provocato polemiche tra le aree del Pd durante l'assemblea. "E' una grande dimensione di cultura - afferma Bersani - che ci accomuna nel perimetro e ci differenzia nelle sensibilita'.

Nessuno vuole tradurre in regole le sensibilita' ma non possiamo non cercare una convergenza. Sul testamento biologico ci accomuna un umanesimo forte per il quale un uomo non puo' mai essere separato dalla sua dignita"'.

Enrico Letta: "Attenti alla sindrome Niccolai"

"Uniti batteremo Berlusconi, ma attenzione alla sindrome Niccolai". Enrico Letta, vicesegretario del Pd, interviene all'assemblea nazionale e si dice "orgoglioso" del suo partito, "l'ultimo partito italiano che ancora discute e vota, l'ultimo che non ha imitato il modello leaderistico, che ha dei voti per le cose che dice e non per il suo leader. Gli altri hanno copiato il modello, noi no e dobbiamo essere orgogliosi di questo".

Ma "questo è possibile se siamo uniti, andiamo verso una fase delicata e la nostra unità interna è l'ingrediente con cui batteremo Berlusconi". Letta mette però in guardia dalla "sindrome Niccolai, lo storico calciatore del Cagliari che faceva sempre autogol". Letta cita come terreno sul quale cercare l'unità ed evitare l'autogol i "temi più delicati", e il suo pensiero corre alle unioni gay e alla patrimoniale.

"Scappiamo da Sodoma senza mai voltarci indietro"

L'Italia come Sodoma, e il Pd come Lot, che deve guardare avanti, mai voltarsi indietro se non vuole diventare una statua di sale. Enrico Letta invita il suo partito a guardare avanti, a non restare legato alle appartenenze del passato per essere all'altezza del governo del futuro. "Il futuro del nostro Paese avrà un buon governo solo se ci saremo anche noi, ma ora dobbiamo scappare da Sodoma, perché oggi il nostro Paese è come Sodoma, la città in fiamme. Come a Sodoma noi stiamo scappando e dobbiamo ascoltare chi ci dice 'non guardate indietro perché sarete trasformati in statue di sale'. "Solo guardando avanti, cambieremo veramente e salveremo il nostro Paese".

Franceschini: "I diritti non siano una bandiera per distinguersi"

Dario Franceschini ha ammonito a non trasformare quello delle unioni civili solo in un tema di distinzione nel Pd. "La lettura dei giornali di questa mattina mi ha preoccupato", ha spiegato il capigruppo alla Camera intervenendo all'assemblea nazionale del Pd. "Un tema così importante come quello dei diritti civili deve essere necessariamente al centro del confronto e non può essere accantonato nel confine della libertà di coscienza". C'è stato già, ha detto, "un avvicinamento di posizioni su un terreno che sembrava impossibile. E' un lavoro da proseguire e non cedere alla tentazione di farlo diventare una bandiera per distinguersi nel Pd".

D'Alema: "Degrado pericoloso, emergenza democratica"

C'è una "parte della società civile che sente il bisogno di reagire a un degrado pericoloso, a una degrado morale, a una vera e propria emergenza democratica". A dirlo dal palco del'assemblea nazionale del Pd è stato Massimo d'Alema. "C'è un filo che lega la nostra assemblea all'iniziativa oggi a Milano, c'è un ponte di qui al 13 febbraio verso questa giornata così importante per la dignità femminile", ha spiegato. "Il Paese vive questa condizione molto grave", ha insistito, con il "fallimento del decennio berlusconiano".

"Il governo si regge sulla corruzione dei parlamentari e bugie"

"Il governo si regge sulla corruzione esibita di parlamentari, sulla menzogna e sulla manipolazione dell'informazione, una situazione di degrado al quale bisogna reagire pena il discredito delle istituzioni dal quale oggi si salva solo il Capo dello Stato". Cosi' Massimo D'Alema descrive "l'emergenza democratica" del Paese e attacca il governo nel suo intervento dal palco del Pd. "Il Paese vive - afferma D'Alema - in una condizione molto grave a causa di una crisi economica e sociale per il fallimento di un governo decennale di sviluppo zero".

"Il premier teme il voto, cerca cieca sopravvivenza"

"Anche Berlusconi capisce che il 60 per cento degli italiani ritiene che bisogna liberarsi di lui ed infatti ha cambiato atteggiamento verso le elezioni anticipate: prima le sbandierava con arroganza, ora è arroccato e raccoglie le forze in una cieca sopravvivenza".

"Ora la Destra di Storace - ironizza D'Alema - entrerà nel governo... un buon segnale ai moderati. E ben presto ci sarà una manciata di cariche e di auto blu a quel gruppetto che con umorismo si è definito di responsabili ma che è il simbolo di un degrado della vita pubblica".

Per il presidente del Copasir, "Berlusconi non cederà il terreno, inasprirà lo scontro con un'escalation di delegittimazione verso i magistrati, tensione e corruzione". Per rispondere a questo, "il Pd deve stare in campo, sostenere sì la mobilitazione della società civile ma anche la mobilitazione del nostro partito, aprendo le sedi e suscitando energie. E' il momento di costruire il Pd nella battaglia per la democrazia italiana e se emergenza non è una parola vuota si deve vedere nel modo di stare in campo ogni giorno e di avere come criterio fondamentale l'unità nostra e delle opposizioni".

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