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| Universy.it: la Gioconda e le ambiguita' |
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| Ciclicamente riemerge l’ipotesi di un rapporto ambiguo tra Leonardo Da Vinci e il suo più caro amico Leonardo Salai. E ad ogni costo, se ne vuole individuare traccia nella sua più famosa opera |
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| Venerdì 04 Febbraio 2011 |
| di La redazione di Gaynews |
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Ecco che ci risiamo. Come da copione, allo scadere di un tot numero di anni, rimbalza agli onori della cronaca la tanto paventata ambiguità di Leonardo Da Vinci. Non capisco perché se ne voglia a tutti i costi farne un omosessuale. Come se il genio e la creatività di un individuo accrescessero nel loro valore allorché quello stesso individuo mostra di avere gusti sessuali ambigui…
Questa volta è il Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali a riaprire il caso “Leonardo”. In un susseguirsi di corsi e ricorsi storici.
Secondo uno studio effettuato dal predetto Comitato sull’ opera più importante del grande artista, la Gioconda, è emerso che le sembianze del ritratto non sarebbero di una donna, bensì apparterrebbero a Leonardo Salai, il giovane col quale Da Vinci visse per oltre venti anni.
Mi meraviglio come mai, nell’era in cui viviamo, così attenta al particolare onde evitare di urtare la suscettibilità di chiunque, nessuno ancora si sia scandalizzato rispetto a questa manifestazione indotta della celebrazione del pregiudizio! Perché in effetti proprio di pregiudizio si tratta! E vi dimostriamo anche il perché.
In una dichiarazione rilasciata all’agenzia AdnKronos, il presidente del Comitato asserisce che “il Salai aveva rapporti ambigui con Leonardo”. E fin qui potremmo pensare: è uno studioso, ne avrà certamente le prove…
E invece, scorrendo la dichiarazione, apprendiamo che il presidente del Comitato trae le sue conclusioni dal fatto che “le sue sembianze (del Salai, ndr) sono molto femminili e riconducibili ad altri quadri del pittore che presentano tratti molto somiglianti a quelli della Gioconda”.
Insomma, il Salai, giovane dai tratti “molto femminili” avrebbe prestato i suoi lineamenti ad alcune opere leonardesche. E ciò, unito al fatto che visse per anni con Leonardo, ne fa trarre come conclusione che tra i due ci fossero “rapporti ambigui”. Se non è pregiudizio questo, allora ditemelo!
Non potrebbe invece essere, quello di Leonardo, semplicemente il tentativo di ricercare il “Bello” da traslare in un’opera senza tempo, al di là di ogni delimitazione ascritta alla sfera sessuale? Perché se facciamo fuori questa semplice e essenziale ipotesi, facciamo fuori l’intero genio leonardesco!
Possiamo benissimo goderci la bellezza della sua opera, la sensibilità del suo tratto, senza necessariamente dovergli attribuire questo o quel gusto sessuale. Perché, in definitiva, non cambia proprio nulla. Questo articolo ha ricevuto 442 visite.
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