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| Barbareschi: da ultra' finiano ad ospite alla corte di Arcore |
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| Tra le richieste che Barbareschi avrebbe posto sul piatto: il deputato ritiene di essere il candidato naturale per la guida del Teatro Valle |
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| Martedì 01 Febbraio 2011 |
| di Corriere della Sera |
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Ieri, i cancelli di Arcore si sono aperti per un ospite inatteso. Luca Barbareschi, il «copywriter» di Futuro e libertà, l`oratore che dal palco di Bastia Umbra ha declamato commosso il Manifesto del partito di Gianfranco Fini, ha varcato il portone di Villa San Martino ed è stato tete-a-tete con Silvio Berlusconi per oltre un`ora. Prove di rientro? Sono in molti a scommettere sulla parabola del figliol prodigo. Anche se la prudenza è alle stelle. E il riserbo anche.
Quella di ieri è la prima presa di contatto tra il premier e il regista-attere dopo lo strappo dal Pdl e l`ingresso in Fli. All`insaputa di Gianfranco Fini. Ma chi conosce bene Barbareschi fa notare una serie di passaggi che avrebbero dovuto mettere in allarme il partito del presidente della Camera. Primo: Barbareschi, la settimana scorsa, non ha partecipato al voto sulla mozione di sfiducia al ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi.
E all`indomani della mancata spallata a Berlusconi, al battesimo del nuovo centro, aveva mostrato scetticismo: «Vorrei capire se questo Terzo Polo può portare avanti azioni politiche comuni. Non si può essere solo un agglomerato. Fli ha molto più potenziale di tutto il Terzo Polo».
Qualcuno sintetizza così il passo del gambero di Barbareschi: «Si aspettava di fare la terza gamba della maggioranza e si e ritrovato in compagnia di Vendola, Di Pietro e Rutelli». Qualcun altro ritiene che i motivi siano più terra-terra. Da qui a dire che la partita sia chiusa ce ne passa. Ma se Barbareschi dovesse lasciare Fli, il dietrofront avrebbe del clamoroso.
L`attore è sempre stato in prima linea a fianco del suo presidente Fini. Non per niente si vantava di essere stato il «copywriter» di Futuro e libertà e un anticipatore inascoltato delle sorti politiche italiane. «Io sono uscito allo scoperto ancora prima di Fini - aveva detto a Libero -, scontrandomi personalmente con Tremonti e Berlusconi. Nel film "Il Trasformista" criticavo il Pdl due anni prima di entrare in politica». E come primo obiettivo si dava quello di «accelerare il processo di rottamazione del berlusconismo, ormai al tramonto».
Parole forti. Seguite da atti simbolici altrettanto clamorosi, in Umbria, alla nascita di Futuro e libertà, è proprio Barbareschi a salire sul palco e a declamare il Manifesto dell`Italia di Fli. Sul video scorrono le parole chiave del nuovo partito: Nazione, Libertà. Merito, Legalità, Solidarietà. Barbareschi, sulle note della colonna sonora di C`era una volta in America di Ennio Morricone, legge il Manifesto, si commuove, si ferma, riprende con la voce rotta.
Altro flash. La sfiducia al governo. Non passa. Barbareschi affronta i «traditori» a muso duro. Maria Grazia Siliquini. Il deputato-attore spara una freccia al curare: «La Siliquini cerca visibilità, faceva di tutto per farsi fotografare accanto a me». La Catia Polidori? Avrebbe subito «minacce» e poi «ottenuto rassicurazioni, che favoriscono l`azienda di famiglia». Oggi, tutto il passato prossimo sembra diventato Questo articolo ha ricevuto 524 visite.
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