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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Venezia: differenze sessuali, l'Osservatorio LGBT non riapre
Venezia: differenze sessuali, l'Osservatorio LGBT non riapre
La richiesta, dopo otto mesi di attesa, suona più che legittima. Che fine ha fatto l'Osservatorio LGBT? A sollevare la domanda è Camilla Seibezzi (foto), consigliera comunale di In Comune
Domenica 30 Gennaio 2011
di Corriere del Veneto
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VENEZIA - La richiesta, dopo otto mesi di attesa, suona più che legittima. Che fine ha fatto l'Osservatorio lgbt (lesbiche, gay, transgender, bisex) del Comune di Venezia? A sollevare la domanda è Camilla Seibezzi, consigliera comunale di In comune: «Non c'è a tutt'oggi alcuna declinazione operativa di progetti che afferiscano alla cultura delle differenze - dice Seibezzi -sono passati ben otto mesi però dall'avvio della nuova giunta, mi sembrano più che sufficienti».

E infatti se l'osservatorio attivato da Franca Bimbi nella giunta precedente ha chiuso le porte ad un mese dalla fine del mandato dopo essere diventato un punto di riferimento cittadino con 28 eventi alle spalle, 4 progetti artistici e molti contatti diretti, finora di sicuro non le ha riaperte. «Ripartirà, ancora non sappiamo quando ma ripartirà -assicura Tiziana Agostini, assessora alla cultura del Comune di Venezia, con la delega alla cultura delle differenze -per la parte che ci compete, daremo vita ad un nuovo servizio all'interno del Centro donna.

Ci sono grossi problemi di budget, e se lo sposteremo lì non ci sarà bisogno di assumere altro personale. Entro marzo faremo la nuova consulta delle donne poi vedremo. Al Centro donna ci sarà un punto di ascolto, di raccolta delle esigenze e l'osservatorio diventerà così uno spazio condiviso con le realtà associazionistiche del territorio. Per quanto compete invece la parte delle politiche giovanili partiranno dei percorsi formativi antidiscriminazione nelle scuole che saranno programmati dall'assessore alle politiche giovanili Bettin». Come a dire insomma, l'idea c'è, ma di date e progetti precisi ancora non si parla.

E così, invece che attenuarsi, la perplessità riprende vigore: «Penso che un ufficio di questo tipo abbia bisogno di figure competenti che non si occupino solo della lotta alla discriminazione ma anche della valorizzazione delle differenze - dice Camilla Seibezzi - non c'è traccia di progetti così. Se affrontata in questo modo la questione non riconoscerà minimamente le esigenze dei potenziali fruitori dell'osservatorio e questo è grave anche perché l'attenzione a queste problematiche era stata inserita nel programma elettorale del sindaco». (di Alice D'Este)

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