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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Socrates Kallikratikos: omosessuale, vittima del nazismo, troppo spesso dimenticato
Socrates Kallikratikos: omosessuale, vittima del nazismo, troppo spesso dimenticato
La storia che intendo raccontarvi è quella di un ragazzo, dimenticato dai più, ignorato, negletto. Il suo nome è Socrates Kallikratikos è un giovane greco
Sabato 29 Gennaio 2011
di La redazione di Gaynews
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La storia che intendo raccontarvi è quella di un ragazzo, dimenticato dai più, ignorato, negletto. Il suo nome è Socrates Kallikratikos è un giovane greco, aristocratico e come molti aristocratici greci è a doppio filo legato alla Germania dalla quale proviene la famiglia reale. Proprio per questo legame dinastico ma anche ideale che va tessendosi tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento tra le due nazioni è naturale che Socrates vada a studiare in un colleggio baverese; risulta svogliato in matematica e mediocre in latino tuttavia è un eccellente schermidore e traduttore di greco antico. Vince un concorso colleggiale di poesia, pur svolgendosi in tedesco e appassionato sempre più degli studi filologici che infiammano la Germania e dalla sua passione per la poesia romantica decide di studiare a Basilea storia e

filologia antiche. Si lascia un po’ crescere i capelli, sta molto attento al vestire, si appassiona al fascismo che si crea in Italia, spera riporti alla nascita dell’impero, eccelle nei suoi studi e vince diverse competizioni di scherma e s’innamora. S’innamora di un giovane ufficiale Ernst Schemstadt; si sono conosciuti in una delle proiezioni cimetagrofiche che il movimento omosessuale si premura di fare un po’ in tutta la nazione. Decidono di trasferirsi assieme a Berlino, Socrates rimanda il ritorno a casa concluso il ciclo di studi con una scusa o con un altra, diventa quello che oggi definiremmo “ ricercatore” presso l’università di Berlino. I due non tengono nascosta la loro relazione, questo legato a quell’epoca a noi che viviamo in un paese dove nel 2010 una relazione tra due uomini è spesso un segreto, eppure la Berlino dell’epoca vede una accettazione molto diffusa dell’omosessualità, poco prima dell’avvento del nazismo si parlava di unioni civili. Il nazismo eppure sale al potere e sorprendentemente a quello che potreste pensare la coppia s’infiamma per questa ideologia, un idealista greco e un giovane ufficiale colmo di rabbia per la sconfitta della guerra precedente. Nonostante la messa al bando dell’omosessualità i due continuano a seguire con favore l’ascesa di Hitler, “ sarà un momento per evitare che si effeminizzi la società, purtroppo molti sono disgustosamente femminili ma passato questo momento sono certo che la legge verrà revocata e che tutto sarà di nuovo permesso. Ernst è convinto che la cosa non valga per quelli come noi, sostiene che nelle SA ce ne sono molti. Non posso fare a meno di credere che andrà così, Sparta e Tebe non hanno forse fatto tremare il mondo con le loro coppie d’amanti?” In effetti molti omosessuali legati al nazismo non subiranno alcun danno durante la guerra, saranno semplicemente più discreti ma non sarà così per i

nostri due, infatti un Generale proverà a sedurre Ernst che lo rifiuterà seccamente. Questa sarà la loro fine, i nazisti si presenteranno nell’appartamento dove abitano nel cuore della notte, li prenderanno con violenza e porteranno via Ernst che sarà fatto uccidere subito davanti agli occhi di Socrates che verrà stuprato da diversi ufficiali e poi condotto a Dachau. Sopravvisse ma venne ritrovato dai parenti sul limitare della follia, ripetava ossessivamente versi dell’Antigone e dell’Edipo a Colono, di notte si copriva il volto un tempo bello, ormai pieno di ferite. La sorella, Kalliopi, Calliope diremmo noi, curò le sue memorie, le carte del fratello, i diari che scrupolosamente aveva tenuto negli anni e contro il parere dei genitori, imbarazzati dalla natura del figlio, li portò alla pubblicazione. Socrates si getto giù da una rupe del Taigeto, nel Mani, nel peloponneso meridionale, le sue memorie non vennero mai riedite eccetto che in Gran Bretagna negli anni 70′, una loro copia mi capitò tra le mani in Irlanda, ingiallita e consunta. Questo giovane dimenticato era

nazifascista e dunque dimenticato dalla sinistra, era omosessuale e ucciso dal nazismo dunque dimenticato dalla destra; questo imbarazzante giovane voglio salvare dall’oblio. Con lui voglio ricordare i centomila omosessuali morti nei

campi di concentramento e i Rom, i Sinti e i presbiterani, testimoni di geova, episcopali, polacchi, popolazioni slave e italiani “ traditori” agli occhi nazisti. Con lui oltre che salvare questo singolare filologo dalla dimenticanza voglio ricordare che non fu solo un dolore ebraico quello dei campi di concentramento e dobbiamo ricordarlo anche se cinema, editoria e giornali ne sono dimentichi. (Giovani.generazioneitalia.it)

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