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| Scolaresca in visita al Cassero tra le polemiche di «Avvenire» |
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| Dagli studenti decine di domande su omosessualità e trans. Quante definizioni conoscete per omosessuale? E per straniero? Donna? Trans? |
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| Martedì 25 Gennaio 2011 |
| di Corriere di Bologna |
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Bologna - La visita guidata «orientamento sulle diverse sessualità» è iniziata così ieri pomeriggio per una ventina di alunni della quinta C dell'istituto alberghiero Bartolomeo Scappi di Casalecchio di Reno. Due orette per ragionare insieme sulle parole, anche quelle più politicamente scorrette, allargando poi la discussione sull'omofobia e i pregiudizi, di natura sessuale no, all'interno della sede bolognese dell'Arcigay. Una gita scolastica diversa, fortemente voluta dagli stessi ragazzi, indignati e stupiti dalle parole del premier Silvio Berlusconi a inizio novembre quando buttò lì la frase «meglio essere appassionato di belle ragazze che gay» .
Gli studenti non apprezzarono, e dopo un'animata discussione in assemblea d'istituto i dubbi e le domande invece che diminuire aumentarono. La circolare interna 224, firmata dal dirigente scolastico Paola Mambelli e indirizzata ai genitori, ai docenti della classe e per conoscenza al direttore amministrativo, ha fatto il resto: la classe quinta C, tutti diciottenni con due professori d'accompagnamento, si recherà «per partecipare alla visita guidata orientamento sulle diverse sessualità» all'Arcigay. La volontà sovrana del consiglio di classe ha deciso e la preside ha accolto volentieri la richiesta.
Su Avvenire, quotidiano dei vescovi, la polemica è subito partita, per scongiurare che «dietro l'obiettivo di combattere l'omofobia celi un certo proselitismo alternativo» . E domenica il nuovo attacco su Bologna Sette, supplemento del quotidiano. Sarà, ma intanto la dirigente è andata avanti e intervistata da un'emittente radio locale ha rivendicato la propria scelta per combattere i pregiudizi: «Di fronte ad una scuola che spesso viene accusata di essere arroccata nei suoi convincimenti, la proposta del consiglio di classe punta a promuovere un modo di vedere le cose a 360 gradi» , ha detto Mambelli. Alle 14.30 i ragazzi, puntuali, sono già seduti a cerchio nel salone centrale di pietra dove durante la settimana si balla sfrenatamente: superato qualche imbarazzo, la discussione viene condotta abilmente dagli esperti del Cassero, sinceramente stupiti dalla reazione del giornale cattolico.
«Il Progetto Scuola, nel quale rientra anche questa tipologia di incontri, è partito nel 2002 e da allora abbiamo sempre portato avanti la nostra battaglia all'omofobia e al pregiudizio nell'ottica di un'educazione all'alterità più completa e obiettiva possibile» , racconta Emiliano Zaino, presidente Arcigay. Passa un'ora e i ragazzi non escono ancora, segno che le domande fioccano. «Ragionare e conoscere come si formano gli stereotipi equivale e riconoscerli e a saperli contrastare quando si incontrano, capire che un ragazzo omosessuale per esempio non va bullizzato in quanto diverso è importante» , spiega Valeria Roberti, responsabile area Benessere del Cassero e coordinatrice dei tanti progetti attivi con le scuole di Bologna e provincia. Forse gli editorialisti di Avvenire non lo sanno ma da mesi gli attivisti dell'Arcigay tengono corsi sul bullismo e sull'educazione sessuale anche ai ragazzi delle scuole medie nella cornice della Sala Borsa Ragazzi. In attesa che qualcun altro si indigni. Questo articolo ha ricevuto 256 visite.
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