HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Libero e il corso di cultura gay: “Non facevano che sculettare e rimorchiare”
Libero e il corso di cultura gay: “Non facevano che sculettare e rimorchiare”
22 gennaio 2011 Sul giornale di Belpietro la cronaca del primo giorno del corso “Omosessualità” alla Statale di Milano: condito con la peggior retorica omofoba da stereotipo
Domenica 23 Gennaio 2011
di Giornalettismo
in Primo piano

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

Milano - Per gli studiosi l’omofobia è – fra le altre definizioni – la paura di essere omosessuale. La paura di essere considerati tali, di apparire tali al mondo. Per cui, tali e tanti toni omofobi dall’articolo di Libero si spiegano solo in un modo: forse che al giornale di Feltri e Belpietro si sentono un po’ repressi?

VIA AL CORSO – E’ partito ieri il fatidico corso alla Statale di Milano, “Omosessualità: un mondo nel mondo”. I giornalisti di Libero c’erano.

E dire che al primo impatto poteva anche sembrare una lezione seria. Tutto come da copione: insegnante dietro la cattedra, slideshow pronto per la proiezione e platea in religioso silenzio munita di taccuino per gli appunti. Anche se, in effetti, i bacetti di saluto tra gli studenti e le sfilate sculettando alla ricerca di un posto libero potevano far presagire come sarebbe finita. È partito l’altroieri il corso intitolato “Omo – sessualità: un mondo nel mondo” organizza – to all’Università Statale di Milano. L’aula è gremita: un centinaio di studenti quasi tutti platealmente e folkloristicamente gay vociferano e si scambiano occhiatine. La prima lezione, tenuta dalla professoressa di sociologia Roberta Sassatelli, vuole essere un’introduzione al concetto di genere e orientamento sessuale. L’insegnante sostiene di non voler annoiare gli studenti. E in effetti ci riesce. Per la gioia degli astanti ecco apparire la gigantografia di un uomo tutto muscoli ripreso dall’ombelico alla coscia con “pacco” in primo piano. Certo la scusa era quella di parlare dello stereotipo della maschilità, della necessità di essere machi e dotati. Ma intanto tutti si leccano i baffi.

STEREOTIPI – E vabbene, forse la prof. ha voluto un po’ uscirsene con una foto demagogica, visto il pubblico. Ma Libero si comporta come i bambini di 5 anni che vedono una donna nuda: “Guarda, ha le tette di fuori!”.

Non è finita. Un’altra immagine: due ragazze seminude frustano un uomo in secondo piano. Ecco l’inversione dei ruoli e il ribaltamento dello stereotipo dell’uomo dominatore. La lezione continua con la definizione del concetto di transgender e la vicenda del primo trans della letteratura in un romanzo del 1958. Ma è chiaro che il momento più atteso è quello della mezz’ora finale, dedicata al dibattito. Come la professoressa molla il microfono comincia lo show. No alle domande sul corso, sì all’esibizione di se stessi. L’aula si trasforma in uno studio televisivo dove gli eccentrici protagonisti si mettono a parlare di «attivo e omo, del linguaggio gay, di quanto non si possa categorizzare tutto. Arringhe anche di cinque minuti per dare sfoggio alle proprie abilità oratorie e recitative. Evviva l’autoreferenzialità.

Potremmo prendere questo passo di Libero come una critica costruttiva al movimento LGBT, troppo spesso impegnato a contarsi le piumine colorate per capire che questi sono atteggiamenti che allontanano il consenso: ma è improbabile che Libero abbia voluto dare un buon consiglio alla comunità gay di Milano.

“ALTA FROCERIA” – Infatti, basta ricordare che il giornale di Belpietro non è la prima volta che si occupa del corso degli omosessuali nell’università milanese. E, neanche la prima volta che se ne parlò, i toni furono diversi.

“Alta froceria. Chissà se, tra una lezione e l’altra, risuoneranno i Village People; se verrà recitato “La lingua perduta della gru” del finissimo David Leavitt; se saranno proiettate le puntate dei Simpson in cui il religiosissimo Nell Flanders scopre che il figlio è una checca o quella in cui Jerry Rude ospita delle gladiatrici lesbiche nel suo talk show: (…) a Milano, presso la facoltà di Scienze Politiche partirà “un corso facoltativo della durata di undici lezioni di due ore ciascuna, e gli studenti che lo frequenteranno guadagneranno tre crediti formativi”. Tre crediti, occhio. Per studiare e produrre elaborati su -tra gli altri- : “La Queer Theory e i generi”, tema già presente in alcuni seminari di Antropologia Culturale; sui diritti civili degli omosex, peraltro già studiati a Giurisprudenza (che sono -sorpresa!- esattamente come quelli degli etero, ex art. 3 della Costituzione); sul “rapporto tra omosessualità e politica”, come se non sapessimo che erano più i presidenti del Consigliogayitaliani che i moschettieri di Dumas (ma siamo sicuri che i diretti interessati volessero davvero fare outing?).

Così parlava Francesco Specchia quando iniziò la copertura del giornale sul corso omosex di Milano. Il che ci autorizza a pensare che i toni dell’articolo di oggi siano autenticamente discriminatori. Ehi, a Libero: non c’è niente di male ad essere gay. Accettatevi!

Questo articolo ha ricevuto 571 visite.



Articoli correlati...

Sicilia, minaccia con una forbice e caccia di casa il figlio perché omosessuale Primo piano
Giovedì 24 Maggio 2012
Sicilia, minaccia con una forbice e caccia di casa il figlio perché omosessuale
A rendere nota la vicenda è stata l’Associazione GayLib, che ha raccolto un appello lanciato via web dal giovane, che ha raccontato come il padre abbia cominciato a insultarlo
di La redazione di Gaynews
La presidente del Malawi contro le leggi che considerano l'omossessualità un reato Mondo
Domenica 20 Maggio 2012
La presidente del Malawi contro le leggi che considerano l'omossessualità un reato
Una donna contro l’omofobia africana. In quasi tutto il continente esistono leggi che prevedono la punizione di alcuni comportamenti omosessuali
di Giornalettismo
Omofobia: Bersani, il Parlamento legiferi contro ogni discriminazione Primo piano
Giovedì 17 Maggio 2012
Omofobia: Bersani, il Parlamento legiferi contro ogni discriminazione
"Questo e' l'impegno che tutti dobbiamo assumere in occasione del 17 maggio, Giornata Internazionale contro l'Omofobia istituita nel 2007 dal Parlamento europeo''
di Asca
Andria. Sede vandalizzata: omofobia, ora basta, chiediamo impegno di tutti Primo piano
Lunedì 14 Maggio 2012
Andria. Sede vandalizzata: omofobia, ora basta, chiediamo impegno di tutti
Nella giornata di ieri i volontari di Arcigay Bat, Barletta, Andria e Trani, hanno denunciato alle forze dell’ordine l’ennesimo atto vandalico ai danni della sede del comitato
di Arcigay



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI