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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
I repubblicani lanciano la sfida alla riforma Obama
I repubblicani lanciano la sfida alla riforma Obama
E'finita la tregua post-elettorale, e con essa lo spirito bipartisan che in chiusura del 2010 ha portato all'approvazione del nuovo trattato Start, della riforma sui gay in divisa
Giovedì 20 Gennaio 2011
di Il Sole 24 ore
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New York - A Washington è finita la tregua post-elettorale. E con essa lo spirito bipartisan che in chiusura del 2010 ha portato all'approvazione del nuovo trattato Start, della riforma sui gay in divisa e del piano di incentivi economico-fiscali. A riaprire le ostilità è stata la decisione della nuova leadership repubblicana alla Camera, uscita maggioritaria dalle elezioni del 2 novembre scorso, di portare al voto un disegno di legge con un nome che è tutto un programma: "Abrogare la legge anti-occupazione sulla sanità".

L'iniziativa, approvata ieri sera dalla Camera con i voti di quattro democratici (conteggio finale 245 a 189), è destinata a rimanere puramente simbolica. Perché il Senato è sotto il controllo dei democratici e la Casa Bianca ha già annunciato che opporrà il veto a qualsiasi proposta abrogativa. I primi a essere consapevoli di questo sono i due repubblicani che hanno voluto sottoporre comunque al voto il disegno abrogativo, cioè il nuovo speaker, o presidente della Camera, John Boehner e il suo vice, Eric Cantor. Dal loro punto di vista non è stato solo un segnale di risolutezza alla base, ma la prima salva di un fuoco di sbarramento contro la riforma promulgata dal presidente Obama nel marzo 2010. Ai giornalisti Boehner e Cantor hanno spiegato, rispettivamente, di voler «costruire un progetto di riforma alternativo» e di avere come obiettivo «la riduzione dei costi dell'assicurazione sanitaria per il popolo americano».

Ma il loro collega del Kentucky Hal Rogers, presidente dell' House Appropriations Committee, che gestisce gli stanziamenti governativi, è stato più drastico: qualche giorno fa in televisione ha dichiarato la propria intenzione «di passare i prossimi mesi, se non l'anno intero» alla ricerca di aree di intervento per tagliare i fondi federali necessari all'applicazione della riforma. In altre parole, di fronte all'ostacolo posto dalla maggioranza democratica al Senato, il piano vero dei repubblicani è lo strangolamento finanziario della riforma. In questo modo si sottrarrebbero al difficile compito di presentare una proposta alternativa.

«I repubblicani non hanno ancora trovato un'alternativa», ha spiegato ai giornalisti Thomas Miller, esperto del settore sanitario dell'American Enterprise Institute, uno dei maggiori think tank della destra liberista e anti-governativa americana. «Ma poco importa. A loro basta ostacolare una riforma che non piace». In realtà sulla popolarità della riforma obamiana ci sono dati contraddittori. Dal più recente sondaggio, condotto dalla rete televisiva Abc con il Washington Post, risulta che il 54% degli americani ritiene che avrà un impatto negativo sull'economia e il 62% che aumenterà ulteriormente il deficit federale.

Ma solo il 37% è favorevole a un'abrogazione anche solo parziale e appena il 18% all'abrogazione totale chiesta dalla leadership repubblicana. Forte di questi dati, la Casa Bianca ieri ha risposto al voto della Camera con un comunicato che fa un lungo elenco di associazioni del settore, da quelle dei medici a quelle degli ospedali, che si sono espresse a favore della riforma. Contemporaneamente si è fatto sentire anche il segretario del Tesoro Timothy Geithner, secondo il quale «l'abrogazione sarebbe un male per le imprese e un male per l'economia».

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