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| Vaticano: scaricare Berlusconi? No, grazie! |
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| Scaricare Berlusconi? «Fantasie». Almeno in Vaticano (un po’ meno in seno alla Conferenza Episcopale) non sembra proprio imminente un cambio di linea |
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| Giovedì 20 Gennaio 2011 |
| di Il Messaggero |
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CITTA’ DEL VATICANO - Scaricare Berlusconi? «Fantasie». Almeno in Vaticano (un po’ meno in seno alla Conferenza Episcopale) non sembra proprio imminente un cambio di linea. E la pubblicazione integrale da parte dell’Osservatore Romano del comunicato del Quirinale avvenuta due giorni fa, non sembra essere interpretabile come una presa di distanza della Santa Sede dall’attuale governo. Di svolta nemmeno l’ombra, benchè l’affaire bunga-bunga sia divenuto un inevitabile argomento di conversazione persino nelle felpate stanze.
Un episodio tra tutti interpreta bene i veri timori dei vertici d’oltre Tevere. Paure che vanno ben al di là della riconosciuta gravità dei fatti contestati al Premier, dei festini e dei rapporti con le minorenni dato che agli occhi del Vaticano la partita in ballo è molto più ampia e articolata e non si esaurisce in un avvicendamento a Palazzo Chigi. In questo momento storico segnato dal potenziale arrivo di leggi ritenute deleterie, si avverte il bisogno di continuare ad avere interlocutori capaci di garantire la difesa dei principi non negoziabili. L’altra sera, nell’abitazione di un illustre porporato, durante una cena, è emersa palese la preoccupazione quando agli ospiti che commentavano i fatti della giornata è stata mostrata la copertina choc di un settimanale sul quale campeggiava la fotografia di Elton John abbracciato al suo compagno e al neonato appena adottato.
«Non vogliamo che anche in Italia si arrivi a questo». La famiglia alternativa, gay o etero, così come il via libera all’eutanasia che potrebbe giungere senza una legge sul fine vita materializzano i fantasmi peggiori. Va da sè che in un quadro fluido, il sentiero scelto dal segretario di Stato, Bertone non può che essere quello del basso profilo. Per ora, dunque, non si prevedono cambiamenti sostanziali semmai minime correzioni di rotta, aggiustamenti, soprattutto per non fare sentire isolata la Cei oltre che segnali di attenzione verso il Colle, nell’attesa che i magistrati facciano luce sui reati contestati al Premier. In Segreteria di Stato sanno che tutto dipenderà dalle carte che avranno in mano, dall’autorizzazione o meno che otterranno a procedere nella perquisizione di una delle abitazioni di pertinenza di Berlusconi.
Ma c’è anche un altro passaggio che viene monitorato con estrema attenzione: la mozione di sfiducia nei confronti di Bondi, il cui voto parlamentare dovrebbe essere previsto per fine mese. E’ da lì che in Vaticano riprenderanno in mano il discorso. Poi si vedrà. Un po’ diversa, invece, la situazione all’interno della Cei dove si soffre (parecchio) la spaccatura esistente tra vescovi berlusconiani e antiberlusconiani. L’episcopato è diviso in due come un melone. Il presidente dei vescovi, Bagnasco stretto tra due fuochi deve fare l’equilibrista cercando non solo di far fronte ai problemi interni, camminare sulle uova per non incidere sugli equilibri (fragili) esistenti col cardinale Bertone. La consegna che ha dato ai suoi è quella del silenzio che verrà però rotto lunedì prossimo. Bagnasco parlerà al Consiglio Permanente. Nel discorso ribadirà che la gente si aspetta da chi ha cariche istituzionali coerenza tra vita privata e pubblica e che bisogna essere più vicini ai bisogni reali dell’Italia. Parole più forti e dirette è difficile che possano arrivare. Non vuole che sia la Cei a dare la spallata finale al sistema e che venga additata come la responsabile della caduta del Cavaliere. Del resto non rientra nei suoi compiti. Questo articolo ha ricevuto 405 visite.
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