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| Roma, educatori dell´infanzia a lezione: "Ecco che cosa dire ai bimbi delle coppie gay" |
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| Bimbi di coppie gay a lezione 200 educatori. La sala Lo Mastro del municipio XI piena, tra voglia di capire e richiesta di diritti |
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| Mercoledì 19 Gennaio 2011 |
| di la Repubblica - Roma |
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Roma - La sala Lo Mastro del municipio XI piena, tra voglia di capire e richiesta di diritti. C´erano almeno 200 persone ieri pomeriggio nell´aula di via Benedetto Croce per il primo dei due incontri sull´omogenitorialità organizzati con l´associazione Famiglie Arcobaleno per gli insegnanti dei nidi e di scuole dell´infanzia dell´ex circoscrizione. «Ho all´asilo un bimbo con due papà - dice Patrizia Falconieri del nido "Piccolo Girasole" - e l´assenza di una mamma ha causato smarrimento. In 25 anni di carriera non mi era mai capitato».
«L´AULA consiliare piena dimostra l´esigenza di formazione rispetto al tema dell´omogenitorialità e delle novità delle società in genere» dice il minisindaco Andrea Catarci. Il consigliere regionale Enzo Foschi che ha patrocinato l´iniziativa parla di «risposta strepitosa», e l´assessore municipale Carla di Veroli aggiunge: «Il 25, al prossimo incontro, ci sarà anche la televisione pubblica francese, perché tre giorni dopo, la loro Corte costituzionale deciderà sui matrimoni gay». Educatrici ed educatori in sala a titolo gratuito ascoltano con attenzione Giuseppina La Delfa, presidente dell´associazione e mamma di una bimba con due madri dopo il loro Pacs in Francia. Lei racconta: «Quando ho portato mia figlia a scuola, la direttrice mi ha aggredito. "Perché mi parlate dei fatti vostri?" mi ha chiesto, e io: "Al primo disegno mia figlia ritrarrà una famiglia con due mamme"». Chiara Lalli, docente di Epistemologia delle scienze umane all´università di Cassino, parla al pubblico. «Questi due incontri sono un´iniziativa utile per parlare di problemi che affliggono il mondo omosessuale, partendo dalla scuola, dove comincia a formarsi la personalità del bambino. Le famiglie omogenitoriali hanno un buco: mancano le tutele giuridiche. Senza dimenticare che anche in televisione il modello proposto è la famiglia tradizionale. Da questi incontri può partire un circolo virtuoso rispetto agli altri insegnanti e ai bambini».
A Roma l´associazione conta trenta iscritti, in Italia duecento. La Delfa sintetizza al pubblico la realtà delle famiglie omosegnitoriali partendo da una battuta: «La compagna diventava la zia o la tata, ma le bugie non duravano nel tempo. E quando la bimba a scuola dice "ho due mamme", non le si può dire che è falso, ma la si può aiutare a sostenere il discorso». E mentre il municipio X, guidato da Sandro Medici, è interessato a ripetere l´iniziativa a Cinecittà, Di Veroli annuncia la prossima iniziativa: una serie di incontri sui genitori di omosessuali, diretto alle scuole medie, superiori e inferiori. Questo articolo ha ricevuto 805 visite.
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