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| Viola Valentino: "Adesso non sono piu' in vendita" |
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| E' tornata con l'album 'Alleati non ovvi', un disco con tematiche forti: l'omofobia, la violenza sulle donne e gli amori maledetti |
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| Sabato 08 Gennaio 2011 |
| di Quotidiano.net |
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Bologna - Erano gli anni in cui Virginia Minnetti cambiò nome e con una canzone divenne Viola Valentino. Erano gli anni Ottanta e 'Comprami', quella prima canzone della neonata Viola fece infuriare le femministe, divenne un tormentone da mezzo milione di copie e anche adesso il motivo ha attraversato le generazioni ed è nelle orecchie di tutti.
Poco più che ventenne è investita dal successo e dalla notorietà, anche per aver sposato Riccardo Fogli, allora voce e basso dei Pooh: coppia bellissima ma destinata a scoppiare per l’intrusione di un’altra donna, Patty Pravo.
Il divorzio arriva negli anni Novanta, altri tradimenti. Qualche altro successo e due Festival di Sanremo. Poi, un apparente letargo. Apparente, perché in realtà Viola ha preso altre strade, ha conosciuto un altro matrimonio (anch’esso chiuso), altre musiche, l’impegno sociale.
Ed eccola con un nuovo album che gioca con paradossi e anagrammi, un po’ come giocava il mitico Jim Morrison col suo nome e da Viola Valentino è nato 'Alleati non ovvi' dove Viola e Virginia convivono, l’una arrabbiata con i denti vampireschi sfoderati sulla cover, l’altra dolce come il velluto, una donna ragazzina ancora in cerca dell’amore perfetto.
Degli anni Ottanta e di quella canzone che cosa è rimasto, Viola?
"Il ricordo. Non sono una nostalgica che pensa quanto belli furono i tempi andati, certo quando faccio dei concerti devo riproporla altrimenti mi tirerebbero dietro i sassi, e lo faccio volentieri, ma io non sono più quella di allora. Ho una vocalità diversa, ho fatto esperienze molto colte e concessioni leggere, acquisito nuove sfumature, da 'voce di velluto' come mi chiamavano negli anni ’80, ora sono diventata un bel contralto".
Non come tante sue colleghe d’allora.
"Alcune, mamma mia che impressione, sono caricature, tutti volti resi uguali dal bisturi, sempre le stesse canzoni, l’assoluta incapacità di accompagnare le età della vita e protese invece nel ridicolo impegno quotidiano di travestirsi da ventenni".
Maledetto, negato, desiderato: in questo suo album ricorre la parola amore. Che cos’è per lei?
"Un cosmo indefinito. Ancora non l’ho capito bene. Ho amato molto, ma ho avuto troppe delusioni, troppi tradimenti, mi sono quasi annullata nell’ombra dei miei uomini (ecco l’amore maledetto), però fa parte della mia indole, sono una geisha, cerco di coprire un uomo di attenzioni e gentilezze, non sono una rompiscatole né una che sbraita, ma ugualmente sono stata ferita in modo molto grave. Adesso voglio comprendere un po’ meglio i meccanismi dell’amore, prima d’allora non sono disposta ad avere un compagno, sono diventata diffidente e reticente: chiusa per lavori in corso".
E’ arrivata a parlare (cantare) di schiavitù...
"Un amore che ti crea sofferenza, da cui non riesci a staccarti, a cui non puoi fare a meno di pensare trasformandolo in ossessione, questa sì, è una schiavitù".
Ha avuto molti amori?
"Due o tre, quanti credo se ne possano avere in una vita, non di più".
I più importanti?
"Quelli che ho sposato. Riccardo (Fogli, ndr), anche se non lo sento praticamente più perché so che lui non ama rivangare il passato, ma è stato troppo importante per me, è 23 anni di vita, sono cresciuta con lui, è stato il primo uomo... Con Marco, il mio secondo ex marito è diverso, con lui si parla, è una persona equilibrata e non ombrosa".
Il prossimo?
"Il principe azzurro, naturalmente".
Torniamo alla musica, Viola. Una canzone, 'Domani è un altro giorno' è diventata l’inno dei gay pride, impazza su YouTube e ha reso lei un’icona del mondo gay.
"Perché è un duro attacco all’omofobia. Io conosco molti uomini gay e li conosco molto bene, mi hanno dato tanto, raccontato storie intime di sofferenze, di discriminazioni, di grande amore e di grandi dolori: non capisco e condanno ogni atteggiamento omofobo. Così come la violenza sulle giovani donne e sui gay, su chi in questa società ha un ruolo più debole, più scoperto".
Andrebbe a Sanremo?
"Per questo Sanremo ho proposto un pezzo scritto da Gianni Minellono sull’amore di una donna matura per un uomo più giovane, ma non è stato accettato anche se mi ha fatto tantissimo piacere aver ricevuto l’apprezzamento di Gianni Morandi che stimo molto... da ragazzina avevo le sue foto ovunque, ero innamorata pazza di lui... ecco, uno come Gianni me lo sposerei subito".
Ha dei desideri segreti?
"Uno è scrivere un libro. Non vorrei raccontare me stessa, ma quello che ho visto intorno a me... io ho avuto una vita molto dura".
Il secondo desiderio?
"Fare un film in un ruolo da donna matura. E sa con chi mi piacerebbe farlo? Con Spielberg, con Coppola oppure con Almodòvar, registi che sanno guardare le donne per il verso giusto. O una bella fiction. Ma non mi hanno mai chiamato per recitare, forse perché non ho mai avuto un agente cinematografico... dovrò provvedere!".
Viola, cosa è irrinunciabile per lei?
"L’amore. E la creatività, declinata in tutte le sue forme, mi piace sperimentare, il nuovo mi incuriosice sempre e sono capace di appassionarmi a un’idea. Sono così: gentile e aggressiva. Sono Virginia e Viola". Questo articolo ha ricevuto 570 visite.
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