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| Stupro a undicenne: rinvio a giudizio per 2 minori |
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| La Procura li accusa di violenza sessuale e sequestro di persona |
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| Venerdì 07 Gennaio 2011 |
| di La Sicilia |
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Caltanissetta - Chiusa l'indagine sullo stupro di un ragazzino nisseno di 11 anni: per i due adolescenti che hanno abusato di lui fra non molto sarà chiesto il rinvio a giudizio. Pesanti le accuse che il pubblico ministero della Procura dei Minori, Simona Filoni, contesta ad un quattordicenne e ad un quindicenne che prima di finire in carcere abitavano nello stesso quartiere di Santa Flavia in cui vive lo studente violentato.
Ma non solo dall'accusa di violenza sessuale dovranno difendersi i due giovanissimi (difesi dagli avvocati Maria Francesca Assennato e Sandro Valenza), bensì pure di sequestro di persona e minaccia aggravata. A entrambi, inoltre, vengono contestate le aggravanti di avere abusato di un minore sotto i 14 anni d'età e affetto da inferiorità psichica, perché lo studente di scuola media soffre di alcuni disturbi clinicamente accertati.
Il pomeriggio dello scorso 5 ottobre i suoi due amichetti lo portarono nel garage di uno di loro con la scusa di regalargli alcuni gettoni da spendere alle giostre in occasione della fiera di San Michele. Fra le mura di quel box di via Serpotta, invece, i due minorenni spogliarono l'amichetto e, a turno, abusarono di lui. L'undicenne provò pure ad allontanarsi dal garage, ma il più piccolo dei due aggressori gli tirò il torsolo di una mela appena mangiata per fermarlo, in quanto l'amico si stava rivestendo e temeva che qualcuno potesse vederlo nudo. Fu una vicina di casa, inizialmente, a sentire che i tre ragazzini parlavano per strada di rapporti sessuali senza pudore. Ma quando sentì lamenti inequivocabili provenire dal garage degli orrori di fronte casa sua, la donna avvisò i carabinieri che però all'interno non trovarono più nessuno.
La testimonianza della casalinga fu decisiva per consentire agli investigatori dell'Arma di identificare i due minorenni, successivamente arrestati. Poi, quando il Gip li interrogò, il quattordicenne confessò in lacrime, sostenendo che apparteneva a lui lo sperma rivenuto sulla maglietta del ragazzino. Il più grande, apparso più irrigidito, provò a tirarsi fuori sostenendo che la vittima era consenziente. «È stato lui a provocarci - si difece con il giudice - ma non sono gay. È stato un capriccio, avevamo bevuto quattro lattine di birra e fumato qualche canna…».
Da allora i due studenti nisseni sono detenuti nell'Istituto penale minorile di via Turati. Adesso la Procura, dopo avere chiuso l'inchiesta, chiederà al giudice il processo per i due indagati. Questo articolo ha ricevuto 513 visite.
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