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| Imprenditore pisano ucciso a bastonate nel suo hotel in Brasile (foto) |
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| Gregorio Bolettieri, 65 anni, è stato trovato in una stanza dell’albergo a Salvador de Bahia di cui era proprietario. L’assassino ha confessato: mi sono difeso, voleva una prestazione sessuale |
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| Sabato 01 Gennaio 2011 |
| di Il Tirreno |
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PISA - Un imprenditore pisano, Gregorio Bolettieri, è stato ucciso a Salvador de Bahia, in Brasile. Aveva 65 anni e da dieci aveva lasciato la sua agenzia immobiliare pisana e la sua casa settecentesca di Cascina. Il delitto risale a martedì, 9,30 ora locale. Un uomo, Luciano Bonfim Alves, 31 anni, ha confessato di essere l’assassino. Secondo il suo racconto, avrebbe reagito a presunte richieste sessuali di Bolettieri fracassandogli il cranio con un bastone. Una versione che, al momento, è al vaglio della polizia brasiliana che sta verificando se ci siano altri possibili moventi. Per esempio, economici. L’omicida era alle dipendenze di Bolettieri che aveva comprato un edificio e aperto una pousada, una specie di bed & breakfast in cui affittava una trentina di camere.
Gregorio Bolettieri aveva assunto da tre settimane Luciano Bonfim Alves per fargli svolgere lavori di manutenzione della pousada, interventi di muratura e imbiancatura. Non è escluso che il delitto possa essere scaturito da motivi economici. Sono stati alcuni ospiti dell’albergo a scoprire in una camera il corpo massacrato dell’imprenditore pisano e, neanche due minuti dopo, sul posto è piombata la polizia. Gli agenti brasiliani, al comando di Nilton Tormes, capo del 14 distretto di polizia, hanno interrogato tutte le persone, incluso l’omicida, che in quel momento si trovavano all’ interno dell’edificio in rua Joao Ponde, a due passi dal mare.
L’omicidio, in quel momento, appare un mistero. Tutti negano di avere visto qualcuno insieme al proprietario, lo stesso assassino racconta di non saperne nulla. Gli agenti decidono di lasciare la pousada con poche informazioni utili raccolte sui loro verbali. Da qui, le notizie che arrivano dal Brasile sono frammentarie. Un ospite racconta che avrebbe visto l’assassino - ripetendo un cliché del più classico dei gialli - tornare sul luogo del delitto poco prima dell’arrivo della polizia. Si saprà dopo che avrebbe cercato di avvolgere il cadavere in una coperta e cercato di ripulire la stanza sporca di sangue.
Quando Nilton Tormes riceve la telefonata dall’ospite della pousada, torna in rua Joao Ponde con un manipolo di agenti. Luciano Alves Bonfim è l’uomo tuttofare della pensione, colui che con la vittima aveva contatti giornalieri. E lui diventa subito l’uomo sospettato dell’omicidio. La polizia lo interroga per diverse ore, quindi l’epilogo. «Luciano è stato interrogato, era nervoso, è cascato in contraddizione e, alla fine, ha confessato», ha detto il comandante del 14º distretto della Policia Civil ai giornalisti di Salvador de Bahia. Il movente è quello su cui ora stanno lavorando gli investigatori. L’omicida potrebbe avere raccontato una versione per cercare di attenuare la sua posizione quando si aprirà il processo.
Ma, oltre a dire che l’imprenditore pisano avrebbe richiesto prestazioni sessuali, Luciano Alves Bonfim ha anche sostenuto - come riportato dai giornali brasiliani - che sarebbe stato minacciato con un coltello e, da qui, la sua violenta reazione. Una ricostruzione che contrasta con il carattere e la personalità di Gregorio Bolettieri il quale, a Pisa, è ricordato da chi lo ha conosciuto come un professionista serio, una persona rispettabile, molto intelligente. E la versione secondo cui un uomo di 65 anni minaccia un giovane di 31 anni lascia perplessi.
L’imprenditore, nei primi anni in cui si era trasferito in Brasile, viveva con la madre all’ultimo piano della sua pousada. Gli amici pisani, da quanto raccontato dallo stesso Bolettieri, parlano di un immenso attico sul panorama di Salvador de Bahia. Segno che l’attività professionale era ben avviata. 31 dicembre 2010. Questo articolo ha ricevuto 562 visite.
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