 |
| Idv, gli ex di sinistra contro De Magistris: «Iniziativa sbagliata» |
 |
| Secondo Grillini «non c'è un problema di questione morale perché il partito non gestisce clientele e a conti fatti ha pochissimo potere reale. Poi certo ci possono essere mele marce» |
 |
| Mercoledì 29 Dicembre 2010 |
| di Il Manifesto |
| in Primo piano |
|
 |
|
Colpita dall'accusa più grave - addirittura una «questione morale» nel partito dei moralizzatori - la cittadella dell'Italia dei valori ha già alzato le barricate e respinge al mittente ogni critica. Non sfonda l'iniziativa di Luigi De Magistris, Sonia Alfano e Giulio Cavalli tant'è che i tre che avevano in programma di bissare la loro lettera aperta con un nuovo documento si prendono un altro po' di tempo per pensarci. Aspettando l'esecutivo nazionale che si riunirà il 14 gennaio senza farsi troppe illusioni perché il controllo di Di Pietro sul partito è assoluto.
«Parlare di questione morale è stato uno sbaglio, avrebbero fatto meglio a scrivere questione democratica», dice Giulia Rodano, consigliera regionale nel Lazio arrivata all'Idv da Sinistra e libertà. Alla luce degli ultimi casi Scilipoti e Razzi, sostiene Rodano «è chiaro che Italia dei valori ha un problema di selezione dei gruppi dirigenti ma questo è un problema che hanno tutti i partiti, compreso il Pd e compresa Sel che non è un partito meno personale del nostro». «A differenza di altri - aggiunge Rodano - Idv non è il risultato della fusione di pezzi diversi ma è un partito che è cresciuto rapidamente grazie al consenso elettorale, ha un problema di costruzione del dibattito interno, un problema di insediamento territoriale e al limite un problema di tesseramento, ma la questione morale non c'entra».
Il professore Nicola Tranfaglia, il cui ultimo partito prima della candidatura alle europee con Idv era stato quello dei Comunisti italiani, segue il dibattito con una certezza: «Di Pietro ha ragione». Perché «in questo momento, con la possibilità che si vada alle elezioni anticipate, il partito non ha nessun bisogno di polemiche strumentali». Strumentali perché, sostiene il professore che attualmente è il responsabile della cultura per il partito di Di Pietro, «l'attacco contenuto nella lettera dei tre è ispirato da ragioni personali o di gruppo, non escludo che De Magistris pensi al suo futuro politico fuori dall'Idv, magari con Vendola».
Prudente fino al silenzio è Maurizio Zipponi, l'ex segretario della Fiom di Brescia anche lui arrivato a Idv nel 2009 passando per Rifondazione e Sinistra e libertà. «Prima di pronunciarmi voglio ascoltare gli argomenti nell'esecutivo nazionale, al momento mi sto occupando di Fiat e di costruire per il partito il diario della crisi». E in effetti ieri pomeriggio è apparsa una mappa molto dettagliata delle fabbriche in crisi sul blog personale di Di Pietro.
È convinto invece che tra Di Pietro e De Magistris ci sia «un dissenso politico vero» Franco Grillini, il primo segretario di Arcigay con un passato nella sinistra Ds e un presente da consigliere regionale dell'Idv in Emila Romagna. Sostiene che «De Magistris spinge per l'unità con Vendola, invece il partito al congresso ha deciso la costruzione di un soggetto politico autonomo, che aderisce all'internazionale liberale e che lavora per un'alleanza di centrosinistra». Secondo Grillini «non c'è un problema di questione morale perché il partito non gestisce clientele e a conti fatti ha pochissimo potere reale. Poi certo ci possono essere mele marce, ma se qualcuno, Flores d'Arcais o De Magistris, conosce situazioni specifiche allora deve andare dai magistrati invece di lanciare accuse generiche». Questo articolo ha ricevuto 288 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|