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| Gay, Giovanardi: chi e' nell’esercito non faccia coming out |
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| Bene Usa, valga anche in Italia il “Non chiedere non dire” |
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| Lunedì 06 Dicembre 2010 |
| di Agenzia DIRE |
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Roma - "Concordo in pieno con le regole dell'esercito Usa. Non chiedere e non dire che sei gay. Perche' se uno e' omosessuale e' affare suo, ma se fa apertamente coming out non e' piu' affare suo, la sua omosessualita' diventa un manifesto politico". Lo ha detto a KlausCondicio, il programma di approfondimento politico di Klaus Davi in onda su You Tube il sottosegretario Carlo Giovanardi."Penso- ha aggiunto- che la sfera della sessualita' dovrebbe rimanere riservata, specialmente quando ci sono responsabilita' legate al combattimento non capisco cosa possa aggiungere il proclamare apertamente di essere eterosessuale o omosessuale.Credo sia giusto l'ordinamento dell'esercito americano dove e' severamente proibito praticare l'omosessualita'. Se un ufficiale o un soldato (anche etero) hanno un rapporto tra di loro vengono immediatamente radiati dall'esercito. Il modello americano che funziona e' quello del non chiedere e non rispondere, tu non esibisci la tua cosa e io non ti chiedo nulla. Non dico che un omosessuale conclamato sia inadatto all'esercito, io dico che un omosessuale puo' essere ed e' stato un grande politico, un grande imprenditore, un grande artista, ma questi lo sono stati per la loro intelligenza, non perche' hanno mai proclamato di essere gay".Quindi, ha proseguito, "concordo con l'ordinamento americano perche' credo che anche per un ufficiale italiano che cominciasse a praticare la poligamia o a tenere atteggiamenti non consoni alla divisa che indossa abbia qualche difficolta' a continuare a fare l'ufficiale. Se uno e' omosessuale e' affare suo, se diventa un militante di un movimento gay non e' piu' un affare suo, diventa un manifesto politico". Questo articolo ha ricevuto 416 visite.
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