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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Una giornata di attesa per la coppia ferrarese
Una giornata di attesa per la coppia ferrarese
Sono ore di attesa per Chiara Bonora e la sua compagna. Alle 20:20 di ieri sera, ancora non si sapeva nulla sulla decisione della Corte Costituzionale
Giovedì 02 Dicembre 2010
di Il Resto del Carlino
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«Stiamo ancora aspettando, non sappiamo nulla», spiega Bonora raggiunta al telefono. «Sì, la Corte Costituzionale aveva spiegato in aprile ha rigettato i ricorsi sui matrimoni gay. Ma io ancora ci spero: primo o poi ce la faremo. E' chiaro che al primo colpo non può andare bene». Motivo: Chiara e la compagna, che si sono sposate in Spagna e hanno due gemelline, hanno chiesto al Comune che la loro unione fosse inserita dal Comune nelle pubblicazioni matrimoniale. Al diniego dell'amministrazione è scattato il ricorso al tribunale di Ferrara che, a sua volta, ha girato tutto a Roma. In aprile la Consulta si è espressa su due ricorsi, con quello ferrarese (identico nella sostanza agli altri) ancora in stand by. La Corte Costituzionale aveva dichiarato inammissibili le questioni sollevate dai Tribunale di Venezia e dalla Corte di Appello di Trento in relazione all'ipotizzata violazione degli articoli 2 (diritti inviolabili dell'uomo) e 117 primo comma (ordinamento comunitario e obblighi internazionali) della Costituzione. I ricorsi sono stati invece dichiarati infondati in relazione agli articoli 3 (principio di uguaglianza) e 29 (diritti della famiglia come societa' naturale fondata sul matrimonio). I ricorrenti, in sostanza, affermavano la non esistenza nell'ordinamento di un espresso divieto al matrimonio tra persone dello stesso sesso e lamentavano l'ingiustificata compromissione di un diritto fondamentale (quello di contrarre matrimonio) oltre che la lesione di una serie di diritti sanciti a livello comunitario. Per non parlare poi - veniva fatto notare - della disparità di trattamento tra omosessuali e transessuali, visto che a questi ultimi, dopo il cambiamento di sesso, è consentito il matrimonio tra persone del loro sesso originario. L'avvocato dello Stato Gabriella Palmieri, per conto della presidenza del consiglio, aveva ribadito che il matrimonio si basa sulla differenza tra sessi e aveva rivendicato il primato del legislatore a decidere su una materia tanto delicata.

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