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| Gay: Ue, necessari altri progressi per uguaglianza diritti |
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| I diritti degli omosessuali sono abbastanza rispettati all'interno dell'Unione Europea ma bisogna fare ancora qualche passo in avanti per l'uguaglianza totale |
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| Mercoledì 01 Dicembre 2010 |
| di Asca |
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Bruxelles - I diritti degli omosessuali sono abbastanza rispettati all'interno dell'Unione Europea ma bisogna fare ancora qualche passo in avanti per l'uguaglianza totale. Lo riferisce un rapporto dell'Agenzia europea per i diritti fondamentali.
Gay e lesbiche incontrano ancora, in una porzione ridotta dei paesi Ue, tre problemi fondamentali, secondo l'agenzia: vivono nel silenzio e nell'invisibilita', sono vittime di attacchi violenti, e subiscono discriminazioni sul luogo di lavoro o quando viaggiano.
Anche bisessuali e transessuali sono spesso ''marginalizzati e stigmatizzati'', si legge ancora nel rapporto commissionato dal Parlamento europeo. Sono vittime di ''stigmatizzazioni, esclusioni e violenze''. Si e' dovuto aspettare marzo 2010 affinche' i transessuali non fossero piu' considerati malati mentali in Francia.
''Pochi sono stati i cambiamenti dal nostro ultimo studio condotto nel 2008'', sottolinea il direttore dell'agenzia, Morten Kjaerum. Un numero crescente di stati membri dell'Ue riconosce alle coppie dello stesso sesso la possibilita' di sposarsi. Tanti altri non lo fanno e questo ''ha conseguenze giuridiche e pratiche per i cittadini che vogliono andare a vivere in altri paesi membri'', precisa.
Dalla pubblicazione del precedente rapporto, nel 2008, Portogallo e Svezia si sono uniti a Belgio, Paesi Bassi e Spagna nell'autorizzare matrimoni gay. Lussemburgo e Slovenia faranno presto la stessa cosa. Austria, Ungheria e Irlanda prevedono di rendere legale la convivenza tra partner dello stesso sesso come riconosciuto gia' da alcuni stati, tra cui la Francia.
Secondo l'agenzia, Bulgaria, Estonia e Romania hanno rinforzato la propria legislazione per vietare le unioni di omosessuali. A proposito del diritto di riunirsi, i Gay pride organizzati in Polonia, Romania e Bulgaria si sono svolti, evidenzia l'agenzia, ''per la prima volta'' senza incidenti di sorta, a differenza del Baltic pride 2010 in Lituania che ha rischiato di non svolgersi. Inoltre, il diritto di organizzare parate in difesa dell'omosessualita' in Lettonia continua a essere contestato da vari politici. Questo articolo ha ricevuto 290 visite.
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