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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Accusato di molestie in tv. Si uccide un sacerdote
Accusato di molestie in tv. Si uccide un sacerdote
Il 7 aprile Le Iene mandano in onda il racconto di un ragazzo omosessuale che dice di essere stato molestato da un prete
Lunedì 29 Novembre 2010
di Corriere della Sera
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MILANO - Sconvolto dalla vergogna di un'omosessualità repressa che non era riuscito a gestire neppure nel confessionale e che sette mesi fa lo aveva fatto finire in tv smascherato dalle Iene di Italia 1 dopo che aveva allungato le mani su un giovane attore provocatore, un prete di 51 anni del santuario di Caravaggio (Bergamo) si è ucciso lasciandosi travolgere da un treno dell'Alta velocità della linea Milano-Venezia. A giugno era stato sospeso cautelarmente dal vescovo dopo che era stato identificato dalle immagini televisive, non abbastanza oscurate per impedire che fosse riconosciuto dai compaesani. Su di lui non c'erano indagini della magistratura.

«Un prete molestatore» era il titolo della trasmissione andata in onda il 7 aprile dopo la testimonianza di un omosessuale che aveva raccontato di essere stato toccato e baciato dal prete al quale si era confessato nel santuario di Caravaggio, tra i luoghi di devozione più frequentati della Lombardia per l'apparizione della Madonna nel 1432. Dal sacerdote avrebbe voluto un sostegno morale in un momento in cui sentiva tutto il peso della morte di un parente e dell'abbandono del suo compagno. Invece aveva trovato le molestie.

Gli autori delle Iene, programma famoso per aver smascherato molte vicende illegali, avevano allora ingaggiato un attore che dimostrava meno dei 18 anni dell'anagrafe affidandogli il compito di verificare se il prete ci provasse anche con lui. E così era stato. S.R., 51 anni, infatti, non era riuscito a resistere alle sottili e abili provocazioni del giovane attore («non ho esperienza e non so come reagire») e, nonostante questi si fosse presentato come un minorenne di 17 anni che stava attraversando un momento di travaglio interiore turbato dal fatto di provare attrazione per un amico, aveva di nuovo allungato le mani. Neppure quando il ragazzo con ritrosia gli aveva detto più volte di sentirsi a disagio, di non capire, di non dimenticare che per la Bibbia l'omosessualità è un peccato, S.R. era riuscito a fermarsi. «Ma il Signore ci perdonerà...», «la Chiesa accoglie gli omosessuali», «l'omosessualità è anche un tormento» ripeteva il prete in un crescendo di eccitazione nel quale di nuovo le mani si facevano lunghe, abbracciava e baciava il giovane attore facendolo sedere sulle sue ginocchia anche con il pretesto di fargli «provare» com'era e invitandolo ad «accogliere l'omosessualità con serenità».

Ad S.R. deve essere caduto il mondo addosso quando, giorni dopo, si è presentato alla porta uno delle Iene che l'ha messo di fronte alle sue responsabilità etiche e morali di sacerdote e di uomo. Aveva provato a negare, a dire che era stato l'attore a prendere l'iniziativa, ma alla fine aveva dovuto ammettere di aver «esagerato», anche se riteneva più che sufficiente l'essersi confessato ai confratelli e aver chiesto perdono al Signore piuttosto che invocare l'aiuto di uno psicoterapeuta o del proprio superiore ecclesiastico. Un video drammatico che ha svelato il comportamento di un sacerdote incapace di frenare i suoi impulsi di fronte a chi gli si rivolgeva in cerca di aiuto. Tutto questo, però, non è finito in un fascicolo della Procura della Repubblica di Bergamo dato che non sarebbero emersi reati. Le due presunte vittime di moleste sessuali, infatti, sono entrambi maggiorenni e non hanno denunciato nulla.

Ad intervenire, invece, è stata la Curia dopo che qualcuno ha identificato il prete attraverso le immagini di Italia 1, nonostante il volto del sacerdote fosse oscurato e la sua voce fosse camuffata. A giugno monsignor Dante Lafranconi, vescovo della diocesi di Cremona, nella quale ricade il santuario di Cavaraggio, ha sospeso e allontanato il prete collocandolo in una comunità per religiosi nei pressi di Bergamo dove S.R. sarebbe stato assistito e seguito da uno psicologo. Una seconda batosta durissima per S.R., svergognato pubblicamente e additato come pietra dello scandalo nel paese d'origine e a Caravaggio, dove di tanto in tanto è tornato in questi mesi. Qualche giorno fa pare che abbia tentato il suicidio una prima volta. Ci è riuscito ieri gettandosi sotto il treno dell'Alta velocità che passa nelle campagne tra Pagazzano e a Masano, la frazione di Caravaggio dove era nato. «Ci deve essere la misericordia anche per i preti... Posso aver sbagliato anch'io», aveva detto cacciando di casa le Iene.

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