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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Scritte neofasciste contro Arci e gay
Scritte neofasciste contro Arci e gay
Una croce celtica dipinta, come una sfida, di fronte alla sede del circolo. Ed un insulto, non originalissimo a dir la verità, all'Arci
Giovedì 25 Novembre 2010
di La redazione di Gaynews
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TARANTO – Ha i contorni del raid neofascista l'incursione di alcuni balordi, questa notte in via Pitagora, pieno centro cittadino: a finire nel mirino il circolo Pepper, affiliato proprio all'Arci. E dall'associazione viene il grido d'allarme per un gesto che non ha precedenti a Taranto, ma che sembra inserirsi nella scia di episodi accaduti in altre città italiane (ne parliamo in questa pagina).

"Non è l'insulto che ci preoccupa" spiega Lorenzo Caz-zato, presidente dell'Ar-ci provinciale "ma la "firma", e cioè la croce celtica. Un messaggio chiaro". Anche perchè le attività del Pepper sono quelle tipiche di un circolo dell'associazione. "Non si fanno solo spettacoli o musica dal vivo, si cerca di veicolare messaggi importanti. La matrice dell'Arci è di sinistra, è risaputo. E da parte nostra siamo impegnati in prima fila in questioni come la lotta ad ogni forma di razzismo, ed a favore dei diritti degli omosessuali". Un impegno che, evidentemente, ha destato l'attenzione di chi ha convinzioni opposte a quelle dell'Arci, e che potrebbe essere alla base dell'aggressione a colpi di spray andata in scena questa notte.

Ad accorgersi del gesto, le ragazze che gestiscono il circolo: è stata sporta denuncia contro ignoti. "Episodi come quello di stanotte non ci intimidiscono e non fanno diminuire il nostro impegno", continua Cazzato, "ma non vanno assolutamente sottovalutati. I circoli Arci sono frequentati da tanti ragazzi che devono essere tutelati". In una nota, "tutta l'Arci esprime solidarietà al circolo Pepper, e ribadisce forte condanna e preoccupazione per queste azioni vandaliche di origine fascista. Per questi motivi chiamiamo alla vigilanza democratica le istituzioni ed i cittadini, contro ogni tentativo di ridare legittimità al fascismo". (La Voce di Manduria)

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