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| Papa: nel 2006 non valutai impatto mie parole su Islam. E sui gay: contro natura |
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| Benedetto XVI torna sulle polemiche seguite al discorso accademico del 2006 a Ratisbona, quando fu tacciato di anti-islamismo. Sull'omosessualità: ''Rispetto, ma non è conciliabile con il sacerdozio" |
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| Martedì 23 Novembre 2010 |
| di Adnkronos |
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Vaticano - "Avevo concepito quel discorso come un lezione strettamente accademica, senza rendermi conto che il discorso di un Papa non viene considerato dal punto di vista accademico, ma da quello politico''. E' quanto afferma il Papa in merito al suo discorso pronunciato a Ratisbona nel 2006 nel libro ''Luce del mondo'', scritto con il giornalista tedesco Peter Seewald e presentato questa mattina nella Sala stampa vaticana.
Il giornalista, a proposito dell'intervento di Benedetto XVI all'ateneo di Ratisbona che provocò una grave crisi nei rapporti con l'Islam, chiede al Pontefice: ''Quel discorso è stato poi catalogato come il primo errore del suo pontificato. Lo fu veramente?''. Il Papa risponde ammettendo di non aver valutato le conseguenze ''politiche'' delle sue parole.
A Ratisbona, Benedetto XVI puntò il dito contro l'odio e il fanatismo, definite ''patologie'' della religione. La lectio del Pontefice conteneva poi una citazione dell’imperatore bizantino Manuele II Paleologo che così si rivolgeva a un persiano: ''Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava''. Parole che fecero divampare polemiche da parte di chi vide nell'intervento di Ratzinger un attacco all'islamismo.
''Tuttavia - aggiunge ora il Pontefice nel libro - dopo tutte le cose terribili accadute e per le quali non posso non addolorarmi molto, il mio intervento ha sortito effetti positivi''. ''Durante la mia visita in Turchia - spiega ancora - ho potuto dimostrare di avere rispetto per l'Islam, che lo riconosco come una grande realtà religiosa, con la quale bisogna dialogare. E così da quella controversia è scaturito un dialogo veramente molto intenso''.
Il Papa afferma anche che l'Islam deve chiarire, da parte sua, due questioni, come "quella del suo rapporto con la violenza e con la ragione". Quindi Ratzinger giudica positivamente che in ambito islamico si sia avviato un dibattito su questi punti.
Nel libro il Papa affronta il tema dell'omosessualità. Che "rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto''. Il Papa spiega: ''Se qualcuno presenta delle tendenze omosessuali profondamente radicate - ed oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite oppure se nascano invece con la prima fanciullezza - se, in ogni caso, queste tendenze hanno un certo potere su quella data persona, allora questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove''.
Il Papa poi invita al rispetto verso gli omosessuali e sottolinea che le persone omosessuali ''non devono essere discriminate perché presentano quelle tendenze''. Quindi il Papa aggiunge: ''L'omosessualità non è conciliabile con il ministero sacerdotale, perché altrimenti anche il celibato come rinuncia non ha alcun senso''.
Alla conferenza stampa di questa mattina erano presenti monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, l'autore Peter Seewald, il vaticanista, Luigi Accattoli e, seduto in prima fila fra i giornalisti, il Segretario generale del Pontefice, don Georg. Questo articolo ha ricevuto 175 visite.
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