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| La Regione Lazio considera i siti con la parola gay siti pornografici |
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| Gravissima azione censoria che discrimina i siti di informazione gay. Dichiarazione di Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti |
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| Giovedì 18 Novembre 2010 |
| di La redazione di Gaynews |
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“Quando dai pc della Regione Lazio si naviga su internet, e si richiedono indirizzi che hanno la parola “gay”, scatta un’azione censoria che impedisce di aprire la pagina ed esce la frase: “ Accesso non consentito. Motivazione: Le attuali policy aziendali non consentono l'accesso al sito richiesto. La pagina che si sta tentando di visualizzare è categorizzata come "Pornography".
Dopo aver chiuso (e riaperto) nelle ultime 48 ore, l’accesso a decine di siti di informazione e social-network, ora è la volta dei siti che danno informazioni sulla comunità lgbt italiana.
L’esempio più eclatante è dato dalla richiesta di accesso a siti di informazione che pubblicano spesso anche iniziative dei consiglieri regionali radicali del Lazio, ad esempio sulle unioni civili e per la lotta alle discriminazioni. Tra questi vi sono i siti internet www.gay.it oppure www.gaynews.it e ancora www.gay.tv.
Occorrerebbe capire per quale motivo è stata attivata questa procedura che ha alcuni aspetti gravi: da una parte si considera la stessa parola gay come una parola pornografica e dall’altra si decide in modo autoritario, alla “Goebbels de noantri” di limitare l’accesso perché magari il contenuto non piace a chi sta nei piani alti.
Ci auguriamo che tutto ciò sia dovuto ad un errore e non ad una politica censoria, sperando che venga al più presto ristabilito il libero accesso a tutti i siti senza alcun tipo di discriminazione. Questo articolo ha ricevuto 171 visite.
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