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| Gay perseguita l'ex amante |
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| Vittima un bancario riminese minacciato e pedinato per mesi. Allo stalker il giudice ha vietato di avvicinarsi e di parlare alla sua vittima e anche di frequentare social network |
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| Martedì 16 Novembre 2010 |
| di Il Resto del Carlino |
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Perseguitato dall'uomo con cui aveva avuto una breve relazione. Pedinato, minacciato, sbeffeggiato su Facebook fino a perdere quasi la ragione. Alla fine, la famiglia e gli amici l'hanno convinto a sporgere denuncia nei confronti dell'ex amante impazzito. Questo, un 38enne di Modena, è stato denunciato per stalking e il giudice gli ha vietato categoricamente di avvicinarsi o contattare la sua vittima e le persone che gli vivono accanto, e anche di frequentare social network. Pena l'arresto. La vittima, un bancario che vive nel riminese, ridotto in condizioni pietose, è stato costretto a rivolgersi a uno psicoterapeuta per uscire dalla prostrazione in cui è caduto.
I due si erano conosciuti nel 2009, nella banca dove lavora il riminese. L'altro era andato lì per aprire un conto corrente e avevano finito col fare amicizia. Poi le cose erano andate oltre e avevano cominciato una relazione. Ma la storia era durata poco e a mettere la parola fine era stato il riminese. Da quel momento era cominciato l'incubo. Inziato, come sempre, in sordina. Prima c'era stato il tentativo di riprendersi con le buone l'amato bene, poi visto che l'altro rispondeva picche, il modenese era passato alle maniere forti. Telefonate e sms (in alcuni casi firmati da un sedicente carabiniere) avevano cominciato ad arrivare a valanghe, vere e proprie intimidazioni dove l'abbandonato minacciava di raccontare a tutti la loro relazione omossessuale. Sperando di vederlo, si appostava nei pressi di casa sua, oppure faceva irruzione sul posto di lavoro, costringendolo ad uscire e a trattare', minacciando di piantare una grana in banca.
Il riminese non osava ribellarsi, troppo spaventato all'idea di uno scandalo. Poi però le telefonate erano cominciate ad arrivare anche a sua madre e a sua sorella. Fino a quando la perfidia dell'ex amnate aveva messo in campo l'arma di Facebook. Avvalendosi di falsi profili da lui stesso creati, informava gli amici del bancario della sua omosessualità, mettendo in rete (in siti gay) fotografie oscene che lo riguardavano o di soggetti sconosciuti, recanti però in calce il nome del riminese. Una persecuzione feroce andata avanti fino a poco tempo fa, quando la vittima, ormai ridotta uno straccio e senza quasi più il coraggio di uscire di casa per la paura di trovarselo di fronte, è stata convinta a denunciare ai carabinieri quell'uomo infernale. Il quale ha mancato l'arresto per un soffio, se dovesse però violare i divieti imposti dal giudice, finirà dritto dietro le sbarre. Questo articolo ha ricevuto 146 visite.
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