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| Famiglia. Sacconi: "Sostegni solo alle coppie sposate" |
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| Le famiglie sono nel complesso quasi 24 milioni nel 2009, erano 22.170.000 nel 2003 |
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| Martedì 09 Novembre 2010 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Primo piano |
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MILANO. La famiglia in primo piano. Ma solo quella dell'articolo 29 della Costituzione - che nasce sul matrimonio ed è finalizzata alla procreazione - è la destinataria delle misure di sostegno, come il 'quoziente familiare', che il governo sta mettendo in cantiere. La direzione delle politiche familiari è stata esplicitamente tracciata oggi alla prima delle tre giornate della Conferenza nazionale della famiglia, che si è aperta ieri mattina a Milano, e la cui vigilia era già stata segnata dalle polemiche sorte sulla discussa presenza del premier Silvio Berlusconi.
Sulla famiglia, anche un monito dal Capo dello stato Giorgio Napolitano per il quale occorre "affrontare con determinazione e lungimiranza" i nodi che la ostacolano. E fra questi, la precarietà e instabilità dell'occupazione, la difficoltà di accesso ai servizi". Per Napolitano, la famiglia è una "straordinaria risorsa per la società" che va salvaguardata in quanto "doverosa attuazione" della Costituzione.
Da parte della politica però - ha osservato l'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, intervenuto alla Conferenza - "non basta la semplice proclamazione di valori, impegni e mete, ma serve il lavoro quotidiano sulle condizioni reali perché i valori che tutti proclamano siano resi concreti". Cosa intende fare il governo per la famiglia - soprattutto nuove misure fiscali e sulla conciliazione dei tempi di vita - e a quale tipo di famiglia si pensa l'hanno detto il ministro del welfare Maurizio Sacconi e il sottosegretario Carlo Giovanardi, che ha la delega alle politiche familiari. "Senza nulla togliere al rispetto che meritano tutte le relazioni affettive, che però riguardano una dimensione privatistica - ha affermato Sacconi - le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione".
Poco prima, nel suo intervento di apertura, anche Giovanardi - che ha organizzato l'evento - aveva richiamato la necessità di un "forte impegno delle istituzioni a tutti i livelli per incrementare azioni dirette a migliorare i servizi e il supporto economico a chi si assume responsabilità pubbliche per la creazione della famiglia che abbia una sua potenziale stabilità e che accetti davanti alla collettività diritti ma anche doveri".
Giovanardi ha anche ribadito la validità della legge 40, quella sulla procreazione assistita, e il pericolo che chi l'avversa comporta per la famiglia. Infatti, a suo avviso, "scienza e biotecnologie possono togliere ai figli il diritto di nascere all'interno di una comunità d'amore con una identità certa paterna e materna". Tutte affermazioni che hanno sollevato polemiche e hanno spinto i due esponenti del governo a chiarire. Più tardi, infatti, il ministro Sacconi, da Torino, ha precisato: "le politiche pubbliche si occupano della famiglia naturale basata sul matrimonio e della natalità più in generale, anche quella fuori dal matrimonio". Aiuto anche quindi alle coppie di fatto? Gli è stato chiesto: "Ovviamente sì, non sono un nazista".
Giovanardi ha confermato che la tutela dello stato è rivolta alla coppia che "si assume la responsabilità pubblica". Ma la polemica resta soprattutto perché, i dati Istat, diffusi oggi alla Conferenza, dicono che le famiglie italiane aumentano pur calando i matrimoni: sono in crescita le famiglie di fatto, arrivate a 820 mila, e la metà ha figli. E sono aumentate di quasi 300 mila nuclei negli ultimi sei anni.
La posizione del governo ha trovato apprezzamento anche nel Forum delle associazioni familiari, il cui presidente Francesco Belletti, aveva espresso perplessità per la presenza del premier alla Conferenza. "Per noi - ha detto dopo aver ascoltato gli interventi del governo - è importante che la Conferenza abbia messo la famiglia al centro dell'agenda del paese e al centro dell'attenzione della pubblica opinione. Apprezziamo anche l'identità di famiglia che è stata esplicitata, quella dell'articolo 29 della Costituzione, e quindi quella formata da un uomo e una donna coniugati e con figli. Una famiglia cioé socialmente responsabile".
MILANO. Gli italiani si sentono più soddisfatti se vivono in coppia ma le unioni matrimoniali sono in calo. Ad aumentare sono le unioni di fatto (soprattutto quelle con figli) ed i single. In crescita anche le separazioni e i divorzi. A tracciare una fotografia aggiornata sulla famiglia è l'Istat che alla Conferenza nazionale della famiglia ha diffuso il dossier 'Famiglia in cifre'. Le famiglie sono nel complesso quasi 24 milioni nel 2009, erano 22.170.000 nel 2003. "Aumenta il numero delle famiglie - commenta Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell'Istat - ma diminuisce il numero dei componenti. Più della metà hanno al massimo due componenti.
Le forme familiari sono sempre più variegate, crescono single, coppie senza figli, monogenitore e coppie non coniugate. Le libere unioni cambiano natura, non più solo convivenze che si concludono con il matrimonio, ma anche coppie che scelgono di non sposarsi e fare figli". Questi i dati più significativi.
- CALO MATRIMONI.
In circa 35 anni si sono quasi dimezzati: nel 1972 se ne celebravano 7,7 ogni mille abitanti (392 mila), se ne sono celebrati 4 ogni mille nel 2008 (246.613). In cinque anni, le unioni regolari sono calate di 17.484. Un rito su tre è civile.
- MA È BOOM SECONDE NOZZE, NON AL SUD.
Sono passate, in cinque anni, dal 6,5% al 13,8% (ora sono 34.137). Sono un'attrattiva per lo più al Nord (in Liguria sono il 24,2% e in Friuli Venezia Giulia il 22,7%) mentre al Sud sono molto basse: la Basilicata registra 5,8%, la Calabria 6,5%.
- SI SEPARA UNA COPPIA SU QUATTRO, IN AUMENTO.
Nel 2008 le separazioni sono state 84.165 (+3% rispetto al 2003) e i divorzi 53.862 (+23%). Il fenomeno registra una forte tendenza fra gli anziani: è quasi triplicato dal 1995 al 2008 il numero delle rotture fra coppie unite da oltre 25 anni.
- SEMPRE PIÙ SINGLE E COPPIE DI FATTO.
I single non vedovi sono 3.877.000, circa 850 mila in più negli ultimi sei anni. Mentre le coppie di fatto sono 820 mila (erano 564 mila nel 2003). La metà ha figli; il 20% dei bambini nasce fuori dal matrimonio.
- 9 ITALIANI SU 10 IN COPPIA I PIÙ SODDISFATTI.
I livelli più bassi di soddisfazione si registrano tra le persone sole, soprattutto sotto i 65 anni (79,8%) e tra le madri sole (83,9%).
- NUCLEI CON PIÙ NONNI CHE BIMBI.
Le famiglie con anziani over 65 sono il 36,5% mentre quelle con minori il 28%. Il 23,1% delle famiglie è composto da tutti anziani con 65 anni, mentre quelle con almeno un minore e un anziano raggiungono l'1,3%.
- FAMIGLIE SEMPRE PIÙ PICCOLE E CON MENO FIGLI.
In oltre un caso su due (55,4%) i nuclei hanno uno o due componenti; erano il 51,1% nel 2003. Il 28,1% delle famiglie sono composte da una persona sola, quasi la metà sono anziani over 65. Le coppie con figli sono quasi 10 milioni. Le famiglie con almeno un figlio minore sono 5.930.000; nel 52,9% dei casi è figlio unico. I nuclei con un solo genitore sono 2.214.000 (88,6% sono madri), 783 mila hanno un figlio minore.
MILANO. Una bufera sulle dichiarazioni del governo alla prima giornata della Conferenza nazionale della famiglia di Milano. L'intenzione di sostenere fiscalmente solo le famiglie coniugate - come hanno sottolineato sia il ministro Maurizio Sacconi sia il sottosegretario Carlo Giovanardi - hanno sollevato polemiche dal versante politico come da quello delle associazioni. Sottoaccusa anche la difesa della legge 40.
Il governo è stato accusato di essere troppo vicino al Vaticano e di essere razzista. Da Giovanardi e Sacconi c'é una "logica razzista", afferma Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato: "Ma come possono presentarsi alla Conferenza sulla Famiglia pensando di farsi paladini dei temi etici e facendo i moralizzatori? Ricordo loro che il Presidente del Consiglio è stato costretto a disertare questo appuntamento grazie ai suoi 'discutibili' comportamenti". "Giovanardi è un'ipocrita quando dice che la famiglia è vitale. Il suo esecutivo, infatti - sostiene Leoluca Orlando dell'Idv - ha massacrato le famiglie italiane tagliando numerosi posti di lavoro e portando avanti una politica scellerata a vantaggio solo delle fasce più alte delle popolazione".
Per Manuela Palermi del Pdci, "più che un ministro, Giovanardi sembra una guardia svizzera a difesa del suo Papa. Le parole del ministro sulla maternità e paternità certa sono un'offesa all'intelligenza delle persone, un vergognoso atto di accusa nei confronti della scienza e un obbrobrio degno del Medioevo".
"Maurizio Sacconi - osserva Riccardo Nencini del Psi - già vede la fine del governo Berlusconi e si prepara un futuro da ministro dello Stato Vaticano. Con le sue dichiarazioni sugli aiuti economici da dare solo alle famiglie sposate che procreano conferma che la sua carriera politica da laico socialista a guardia papalina, già evidente col caso Englaro, ormai è completata".
Si vergognino, dice Livia Turco (Pd): "Sacconi e Giovanardi per coprire la vergogna di un governo che si presentano a mani vuote alla Conferenza sulla famiglia, non trovano di meglio da fare che attaccare la legge 40 e usare i temi etici per fare la morale. Diventano predicatori proprio loro che fanno parte di un governo il cui presidente del Consiglio non ha potuto partecipare all'assise di Milano perché impresentabile".
Forti critiche alla conferenza anche dal mondo gay perché la conferenza ha escluso il dibattito sulle coppie di fatto, sul divorzio breve, sui diritti degli omosessuali. (America Oggi) Questo articolo ha ricevuto 161 visite.
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