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| Berlusconi, Carfagna: "Meglio astenersi dalle battute". Il premier scatena la reazione delle associazioni gay |
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| Leader dei gay di centrodestra: "Passo con Fli". Di Pietro (Idv): "Berlusconi vive nell'età della pietra". Chiara Moroni (Fli): "Alimenta il pregiudizio". Turco (Pd): "Umiliazione e tristezza" |
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| Martedì 02 Novembre 2010 |
| di Repubblica.it |
| in Primo piano |
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ROMA - "Meglio guardare belle ragazze che essere gay". La battuta omofoba con cui Berlusconi ha voluto scherzare sul caso Ruby 1 fa saltare sulla sedia Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, ma suscita anche le moderate critiche del ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, che osserva come "sarebbe opportuno che ciascuno di noi si astenesse dal fare battute".
"Quella di Silvio Berlusconi è stata una battuta, la chiusa di un discorso serio, di ben altro tenore. - spiega Carfagna - Il presidente del Consiglio non intendeva assolutamente, né ha mai inteso, offendere le donne o gli omosessuali. Questo governo, anzi, ha il merito di essersi impegnato, come nessuno prima, contro le discriminazioni nei loro confronti". "Proprio per non oscurare tutto questo lavoro, frutto di un impegno costante e condiviso dell'intero esecutivo, sarebbe opportuno che ciascuno di noi si astenesse dal fare battute", conclude il ministro delle Pari Opportunità.
"Espressione di una cultura machista - commenta invece il presidente dell'Arcigay Patanè - arretrata e offensiva per le persone omosessuali ma anche per donne. Proviene da un atteggiamento di disprezzo nei confronti della dignità delle persone e conferma il clima imbarazzante e grottesco in cui il presidente del Consiglio sta precipitando il Paese". Il presidente di Arcigay chiede a Berlusconi di scusarsi "con tutti, con le persone omosessuali e con le donne, per una frase dietro la quale c'è una visione del mondo femminile che non fa onore al capo del governo di un Paese dell'Unione europea".
Consigliando a Berlusconi "un'attenta lettura della Costituzione che egli e il suo governo vorrebbero tanto cambiare", il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli rivolge un appello agli eurodeputati italiani
affinché denuncino "l'increscioso comportamento del presidente del Consiglio" attraverso un'interrogazione al Parlamento europeo.
Aurelio Mancuso, presidente di "Equality Italia" ed esponente storico della comunità omosessuale, esprime così la sua indignazione. "Il presidente del Consiglio, in difficoltà, tira fuori la battuta omofoba; il premier di un paese fondatore dell'Europa, che ha votato la Carta di Nizza, che è obbligato a combattere ogni tipo di discriminazione tra cui quella per orientamento sessuale". "Chieda immediatamente scusa - conclude Mancuso - ai milioni di cittadini omosessuali italiani, di destra e di sinistra, e si vergogni di un'omofobia che in ogni altro paese europeo sarebbe immediatamente condannata da ogni schieramento politico democratico".
Imma Battaglia, presidente di Dì Gay Project e leader storica del movimento gay, invita Berlusconi a evitare di " "fare l'omofobo" per spostare "l'attenzione nell'opinione pubblica sui gay, mostrandosi macho e potente. Al presidente del Consiglio Imma Battaglia dice che "è meglio essere gay, e lo dico da donna che ama le donne, che disprezzarle abusando, come ormai sembra fare, della sua posizione di uomo ricco e potente".
Enrico Oliari, presidente di GayLib (gay di centrodestra), annuncia la sua personale adesione a Futuro e Libertà in risposta al "nuovo celodurismo in salsa berlusconiana" che "offende i gay italiani". "I diritti di gay e di lesbiche - spiega Oliari in una nota - sono realtà in tutta l'Europa occidentale ad esclusione di Italia e Grecia". "GayLib - conclude Oliari - è e resta l'associazione dei gay di centrodestra, ma personalmente aderirò al Fli di Fini, Della Vedova, Bocchino, Raisi e Moroni, dove sono sicuro troverò terreno fertile per portare avanti, da uomo di centrodestra, le battaglie di giustizia e di libertà in cui credo".
I radicali italiani lanciano per le 18 di oggi un sit-in davanti Palazzo Chigi e in una nota accusano il premier per una "battuta idiota", che alimenta "violenza e discriminazione" e che non può essere giustificata dalla "sua disperazione politica, causata dalla sua incapacità di governare impulsi e comportamenti, non certo degni di un Presidente del Consiglio".
Il leader di Idv, Antonio Di Pietro, scrive in una nota che ''oggi abbiamo avuto l'ennesima prova dell'inadeguatezza del signor Silvio Berlusconi a ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio''. ''Berlusconi vive ancora nell'età della pietra, anzi, è peggio: vive nell'era delle discriminazioni razziali, sessuali, etniche e religiose. Bisognerebbe ricordargli che, nel frattempo, il nostro Paese ha ratificato il trattato di Lisbona, che ha riconosciuto il diritto alla non discriminazione basata anche sull'orientamento sessuale. Essere gay è solo un diverso modo dell'essere e non una condizione di cui vergognarsi''.
Chiara Moroni, vicepresidente alla Camera di Futuro e Libertà, considera le parole del presidente del Consiglio "inaccettabili, volgari e offensive, e rischiano di alimentare un pregiudizio ancora oggi troppo diffuso nei confronti delle persone omosessuali. Ci aspettiamo da Berlusconi un comportamento e, soprattutto, delle dichiarazioni più consone al ruolo che ricopre".
Secondo Benedetto Della Vedova, vicecapogruppo di Fli alla Camera, la battuta del premier è un"esplicito omaggio a un pregiudizio che Berlusconi sa essere diffuso e servibile, per resistere alle accuse degli avversari politici". Una china pericolosa, denuncia Della Vedova, di cui dovrebbero interrogarsi "quanti difendono la libertà e l'anticonformismo privato di Berlusconi", continuando a "bollare come uno scandalo o una minaccia antropologica qualunque forma di organizzazione familiare, eterosessuale o omosessuale, diversa dal matrimonio. Ed è francamente desolante che a questo doppio-pesismo furbo e ipocrita si leghi la difesa della 'moralità' del Cavaliere".
Lunga è la lista delle reazioni nel Pd. Anna Finocchiaro, presidente del gruppo al Senato, il premier "non riesce ad avere comportamenti e atteggiamenti consoni al ruolo che ricopre, ma trova modo e maniera di fare dichiarazioni offensive e volgari nei confronti delle donne e dei gay". Un "irresponsabile che vuole sembrare forte e baldanzoso, ma che invece è arrivato, in modo triste e squallido, alla fine della sua parabola politica. L'urgenza delle sue dimissioni e della fine del suo esecutivo è ogni giorno più evidente".
Durissima anche Livia Turco. "Ogni parola di Silvio Berlusconi è ormai un insulto. Se ne vada quanto prima e venga qualcuno che si occupi dei problemi del Paese". "Sento l'umiliazione e la tristezza - aggiunge la parlamentare - di essere cittadina di un Paese in cui il presidente del Consiglio ogni volta che parla dice cose penose, è un poveretto". "Semplicemente miserabili" è il giudizio di Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori del Pd, sulle "offese di Berlusconi nei confronti delle donne e degli omosessuali".
Esprimendo solidarietà alla comunità omosessuale, Ettore Martinelli, responsabile per i diritti civili della segreteria nazionale del Pd, accusa Berlusconi di essere "una vergogna per l'Italia intera, non solo è un politico mediocre e demagogo, ma è un uomo spregevole e indegno per il cattolicesimo i cui valori difende solo per ottenerne voti".
"A questo punto, non serve solo un governo tecnico, ma un pronto intervento dei sanitari specializzati in turbe della psiche e del comportamento" dice il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. "La sfiducia dovrebbero chiederla e votarla i suoi amici e quelli che fingono di volergli bene".
Su Facebook il commento alla vicenda di Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, secondo cui "il presidente del Consiglio l'ha sparata grossa. Ricomincia a provocare per cambiare discorso. A Roma si dice 'la sta a butta' in caciara. Attenzione...".
Lapidario Paolo Ferrero, segretario del Prc-Federazione della sinistra. "Invece di fare rivendicazioni maciste, Berlusconi dia le dimissioni e si faccia curare". Questo articolo ha ricevuto 190 visite.
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