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| Francia, mamma gay potra' vedere figlio ex compagna |
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| In Francia una sentenza apre la strada al riconoscimento delle famiglie omogenitoriali con figli |
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| Martedì 02 Novembre 2010 |
| di La redazione di Gaynews |
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Mentre in Italia si continua a non voler riconoscere le coppie omosessuali, con il risultato che la superstite di una coppia gay rischia lo sfratto esecutivo dall'alloggio ATC dove viveva a Torino con la sua compagna, nonostante sia disoccupata e con gravi problemi di salute, e a insultare le persone gay paragonandole a chi non paga le tasse e facendole oggetto in trasmissioni televisive degli interventi di psicologi che considerano l'omosessualità una malattia, in Francia una sentenza apre la strada al riconoscimento delle famiglie omogenitoriali con figli.
Oltralpe gli omosessuali possono sottoscrivere i Pacs ma non adottare o avere figli con l'inseminazione artificiale, almeno non ufficialmente: a Briey, nella regione della Moselle, due donne, Aline e Fabienne, sono vissute insieme per molti anni e Fabienne ha avuto un figlio, Nathan, con l'inseminazione artificiale andando in un Paese dove questa è consentita anche per donne non eterosessuali e non sposate. La loro storia è finita, come succede, e Aline si è battuta per avere riconosciuto il diritto di poter trascorrere una parte delle vacanze e dei week-end con Nathan, che ora ha sei anni, e per poter versare gli alimenti per il bambino ogni mese alla sua ex compagna.
Il giudice ha riconosciuto questo diritto ad Aline, anche se ci saranno ancora altri gradi di giudizio: alcuni mesi fa, per una storia analoga ad Annecy, in Savoia, era stata stabilita per legge la possibilità di affido condiviso del minore tra due donne dopo la fine della loro relazione. In molti stanno vedendo una possibilità di evoluzione della legge francese verso un riconoscimento della famiglia più ampio in seguito a queste sentenze che riconoscono ormai nuovi tipi di convivenze e di legami affettivi. Del resto, il Codice civile francese, che risale all'epoca napoleonica, dà comunque da sempre a persone terze rispetto ai genitori biologici di un minore la possibilità di seguirlo ed occuparsene, che si tratti di nonni, zii, ex coniugi ed ex compagni, senza specializzare il sesso, del o dei genitori biologici. (NuovaSocieta.it) Questo articolo ha ricevuto 231 visite.
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