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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Brindisi: «Sei un ricch...». Lite in ospedale finisce in Procura
Brindisi: «Sei un ricch...». Lite in ospedale finisce in Procura
Due medici del «Perrino» rischiano di trovarsi uno di fronte all’altro - dinanzi ad un giudice - dopo un violento alterco avvenuto in corsia alla presenza
Lunedì 01 Novembre 2010
di La Gazzetta del Mezzogiorno
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BRINDISI - Sembrava un’«offesa» ormai tra quelle finite del dimenticatoio, alla luce - finalmente - di una nuova mentalità e di tanti outing tra la gente comune e i divi dello sport e dello spettacolo. Invece, dare del «gay» a qualcuno potrebbe ancora rappresentare un’ingiuria pesante, tanto da fare aprire un fascicolo in Procura.

Due medici del «Perrino» rischiano di trovarsi uno di fronte all’altro - dinanzi ad un giudice - dopo un violento alterco avvenuto in corsia alla presenza, a quanto pare, di più di un testimone tra pazienti e infermieri. Non si riesce a capire esattamente il motivo per cui i due professionisti abbiano litigato. Forse ragioni professioni, forse personali: sta di fatto che son quasi venuti alle mani e - forse - il contatto fisico è stato scongiurato grazie all’intervento di un paciere che ha cercato in tutti i modi di riportare la calma in reparto. Ma proprio mentre i due contendenti sembravano ormai sul punto di tornare al lavoro, uno dei due avrebbe pronunciato la frase che ora è al centro di un’indagine della Procura dopo la dettagliata denuncia presentata dal professionista vittima di quella che ha ritenuto un’ingiuria. «Vattene via ricchione di m...»: questa, più o meno, la frase incriminata che è riportata nei verbali delle forze dell’ordine che hanno raccolto la denuncia inoltrata poi in Procura dove è stato aperto un fascicolo.

La vicenda risale a circa un mese addietro ed è ancora impossibile fare previsioni su quello che potrebbe essere lo sviluppo del caso. Nell’ambiente ospedaliero non si parla d’altro e - tra i colleghi e gli infermieri - c’è chi dice che si tratta di un’ingiuria «assolutamente fuori luogo» e chi invece sostiene che si tratti di un «segreto» del medico additato come gay dal collega. Un segreto che - dopo la lite - è diventato ormai simile a quello di Pulcinella.

Ora, dunque, del caso se ne occupa la Procura che dovrà decidere se chiedere il processo o meno per il medico che ha pronunciato la frase ritenuta offensiva. Resta da capire se al posto di «ricchione» avesse usato il termine «gay», la vicenda sarebbe comunque approdata in Procura? E quante cause ci ci sarebbero allora, dal momento che nessuno - dal governatore di Puglia Vendola a a Cecchi Paone, passando per Tiziano Ferro - nasconde la sua omosessualità? Chissà se il caso dei medici del Perrino non finisca in Cassazione e fare così «giurisprudenza».

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