«Da quel posto se ne devono andare». Non usa i toni del 2007, l'anno dei «culattoni», della manifestazione dei gay sotto le finestre di Cà Sugana, delle denunce per odio razziale e delle polemiche infinite, ma il concetto è lo stesso: il parcheggio di via Marchesan, a due passi dall'ospedale, non deve più essere centro di incontri clandestini gay, luogo di appuntamenti a luce rossa. Il vice sindaco Giancarlo Gentilini non cambia opinione e, a distanza di tre anni, si ritrova davanti sempre il solito problema. «Non è una sorpresa ciò che accade in quella via - dice - dieci giorni fa avevo avvertito che il fenomeno si stava ripetendo. Avevo chiesto all'assessore alla sicurezza Andrea De Checchi e alla comandante dei vigili Franzoso di provvedere, di aumentare i controlli. I residenti di quella zona hanno diritto a vivere tranquilli».
E per questo la Polizia locale ha nuovamente inserito via Marchesan nel tragitto normalmente percorso dal classico pattuglione notturno del fine settimana. Anche venerdì sera i vigili, verso mezzanotte, sono arrivati e identificato le persone presenti nel parcheggio ormai tornato luogo di appuntamenti. Difficile però che i soli controlli possano bastare a cambiare abitudini e cancellare il parcheggio dalla guida dei posti frequentati da omosessuali e infatti, quando il parcheggio verrà rifatto, arriverà anche una telecamera. Ma per lo Sceriffo già adesso si potrebbe trovare una soluzione. «Sinceramente basterebbero i passaggi della Polizia locale e delle pattuglie delle altre forze dell'ordine. Chi abita da quelle parti continua a lamentarsi. Del resto io sono partito per primo a segnalare questo problema e ora voglio controlli più frequenti».
E se via Marchesan per Gentilini è un «problema» assodato, un'altra zona lo potrebbe diventare presto: via Pinelli, anche questa crocevia di trattative a sfondo sessuale. «Sinceramente non so cosa stia capitando con questo nuovo modo di fare sesso - conclude lo Sceriffo - e non vedo perché questa gente non utilizza i propri club, le proprie case: se ne starebbero anche al caldo. Di certo c'è una cosa: da via Marchesan se ne devono andare».
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