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| «Caro Sindaco, quanti problemi. E tu pensi ai matrimoni tra gay...» |
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| "Mi dispiace apprendere che il nostro primo cittadino - commenta il sacerdote - tra i suoi principali obiettivi abbia quello di celebrare un matrimonio tra gay" |
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| Sabato 30 Ottobre 2010 |
| di Il Resto del Carlino |
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CASTELNOVO SOTTO - «Il mio sogno? Celebrare un matrimonio gay». Lo aveva rivelato nei giorni scorsi il sindaco di Castelnovo Sotto, Simone Montermini. Al quale avevamo chiesto: non teme una reazione critica della Chiesa? E lui: «Non temo il confronto». E, puntuale, ecco la prima reazione. Quella di don Ercole Artoni, 80 anni compiuti di recente, uno dei preti-coraggio, in prima fila contro la droga e le dipendenze da alcol e gioco. Don Ercole abita da ventidue anni a Castelnovo Sotto. E Montermini è anche il suo sindaco.
«MI DISPIACE apprendere che il nostro primo cittadino - commenta il sacerdote - tra i suoi principali obiettivi abbia quello di celebrare un matrimonio tra gay, mentre invece è stato eletto per servire la gente, i poveri. Mi è dispiaciuto sapere che una famiglia in difficoltà, con quattro figli, è stata sfrattata da Castelnovo Sotto, andando a vivere a Gualtieri, perché non c'è stato alcun aiuto dal Comune. Una casa popolare non si poteva trovare per questa emergenza? Poi, sento dai miei concittadini che lui non avrebbe molta "dimestichezza" con i poveri. Non li riceve. E dire che, essendo lui molto giovane, pensavo che fosse capace di entrare nei problemi veri del paese, come il traffico e l'uso di droga. Qui, purtroppo,. ne gira proprio tanta».
E RACCONTA: «Un padre del paese è venuto da me, disperato, perché il figlio di 16 anni, dopo aver consumato cocaina, voleva uscire per procurarsi altra droga. Lui ha tentato di bloccargli la strada, ma si è dovuto spostare davanti al figlio che lo ha minacciato con un coltello». AGGIUNGE don Artoni: «Non penso che il sindaco ignori questi problemi, ma neppure li affronta adeguatamente. Poi, mi auguro che prenda in considerazione anche i problemi degli operatori commerciali. Qualcuno vuol chiudere l'attività. E la sera, quando tornano a casa, spesso hanno paura di fare incontri poco raccomandabili. Proprio di sera il centro storico è morto, a Castelnovo Sotto. Non c'è nulla. Penso poi all'immigrazione: preoccuparsi dell'integrazione con corsi di cucina e di lingua non è sufficiente. Bisogna incontrare questa gente, sensibilizzare chi abita vicino a loro, cercare, insomma, altre strade. E poi, scusate, per i giovani cosa si fa? Palestra e oratorio non sono sufficienti».
DON ERCOLE chiede un sindaco più «presente» tra i cittadini: «Già il suo predecessore si vedeva poco tra la gente. Ora il problema mi sembra lo stesso. E per incontrarlo in municipio c'è da superare un severo "filtro". Ci vorrebbe una cassetta per raccogliere le lettere con critiche e richieste. Il giornalino comunale? Sembra un'auto-incensazione. Pochi spazi a critiche e opposizioni». E CONCLUDE: «Caro sindaco, ti voglio bene. Ma ti chiedo di fare di più l'amministratore e meno il politico. Fai cambiare in meglio il nostro paese». Questo articolo ha ricevuto 331 visite.
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