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| C'e' Renzi in tv, il partito non va! |
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| Renzi ha ribadito il suo sì al bando casa per lo giovani coppie anche omosessuali, e la sua contrarietà ai matrimoni gay |
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| Sabato 30 Ottobre 2010 |
| di Corriere fiorentino |
| in Primo piano |
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È una delle prima domande di Irene Bignardi. «Ma perché nessuno dei vertici del Pd invitati è voluto venire a confrontarsi con lei? Dario Franceschini, Angelo Finocchiaro hanno detto no». «Perché lo chiede a me?», risponde sorridendeo Matteo Renzi. Si conclude così la prima giornata della «full immersion» del sindaco nel piccolo schermo,ieri sera su La 7 alle Invasioni barbariche. Perché i rottamatori vanno alla guerra televisiva. Una (sovra)esposizione mediatica in vista della tre giorni alla Leopolda del 5-6-7 novembre per il sindaco: nel giro di una settimana, finità in tv e in radio nazionali altre cinque volte, dopo le due uscite di ieri prima a Canale 5 e poi su La 7. Oggi, sarà di nuovo in onda sulla stessa tv, questa volta su «In Onda» con Luca Telese e Luisella Costamagna. Finita qua? No.
Come racconta la «lenzuolata», una pagina intera apparsa ieri su Il Foglio, cioè la cronaca di una giornata con il sindaco del caporedattore del quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, Claudio Cerasa, bastano 16 ore per accorgersi che sono tante le richieste di interviste che arrivano alla segreteria di Renzi. Se in passato ha detto diversi no, ora i sì sono di più. Così, se ha già in ponte una intervista per il Wall street journal ed un'altra per il Sunday Times, oggi sarà la volta di Telese e Costamagna. Martedì una breve incursione a «La zanzara» su Radio 24 con Giuseppe Cruciani, cinque minuti di diretta. Il giorno dopo, una intervista in una emittente locale, Toscana Tv. Ancora in radio, su Radiorai 2, con Max Giusti, per «Supermax». Gran finale per promuovere la tre giorni dei rottamatori, giovedì prossimo, a Porta a Porta su Rai 1,» con la ministro Giorgia Meloni per parlare di ricambio generazionale.
È il programma di lancio per «Prossima fermata, Italia». Mentre prosegue l'organizzazione: ieri a Milano, dopo aver fatto comunque la sua oretta di corsa in vista della Maratona (e essersi sfogato su Facebook affermando che «promettere di correre la Maratona di Firenze in caso di vittoria alle primarie, due anni fa, non è stata una scelta molto intelligente. Sono arrivato alla conclusione ufficiale di non avere il fisico») ha incontrato Civati per fare il punto sulla tre giorni. Quanti saranno? «Diciamo dai mille in su, si avvicinano le celebrazioni dell'Unità d'Italia scherza Civati, annunciando che alla Leopolda arriveranno Debora Serracchiani, Ivan Scalfarotto, Laura Puppato e «tanti giovani amministratori locali». Ci sarà mai il segretario Pierluigi Bersani? «Se venisse Bersani...», risponde Civati. E anche se da Milano ieri Renzi ha parlato anche del Piano degli investimenti del Comune di Firenze («Scuole, strade, cantieri per circa 380 milioni di euro», sempre su Facebook), in tv da Paolo Del Debbio su Canale 5 ha commentato soprattutto la politica nazionale: «Bersani? È una persona perbene», ma in questo momento «ci vorrebbe un pò più di sprint e coraggio», prima di ricordare che, come detto a Il Foglio, «a Roma tutti aspettano che cada sulla prima buccia di banana, al primo errore mi termovalorizzano, ma non me ne frega nulla: ho scelto una strada, col "cacchio" che la mollo». In serata, il confronto con Matteo Orfini del Pd, Giovanni Favia del movimento Beppe Grillo e Chiara Cremonesi di Sel. In studio, prima bollato «come uno che parla come un giovane leghista», poi come chi «dice le stesse cose di Grillo», Renzi ha ribadito il suo sì al bando casa per lo giovani coppie anche omosessuali, e la sua contrarietà ai matrimoni gay, «la penso come Obama». Ma perché venire alla tre giorni di Firenze, domanda Bignardi? «Perché la parola speranza fa parte di ognuno di noi». Questo articolo ha ricevuto 440 visite.
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