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| L'omofobia mette in imbarazzo l'Idv |
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| Veleni congressuali, Grillini: non c'è posto per le mele marce |
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| Giovedì 21 Ottobre 2010 |
| di La Nazione |
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FIRENZE - Prima il congresso regionale dell'Italia dei valori (domenica a Pisa), poi dovrebbe arrivare il provvedimento disciplinare nei confronti di chi ha rivolto accuse omofobe ad Alessandro Cresci, candidato alla segreteria toscana e coordinatore provinciale fiorentino. Lo hanno reso noto ieri lo stesso Cresci e il vicepresidente del consiglio provinciale Sabatino Clementini, che ha anticipato: «Sarà espulso dall'Idv l'autore della "lettera dei veleni", il suo nome sarà reso noto dopo il congresso».
La missiva era stata inviata al leader dell'Idv Antonio Di Pietro (e per conoscenza al senatore Francesco Pancho Pardi e ai due candidati alla segreteria Fabio Evangelisti e Cresci) da un iscritto che puntava il dito contro la gestione fiorentina dell'Idv, definito un «partito di checche». «Espressione che poteva essere interpretata come una critica per una presunta posizione morbida nei confronti del Pd - osserva Clementini - ma contestualizzata non può che far pensare ad un'accusa omofoba». La lettera è stata inviata a Di Pietro due giorni dopo le accuse di «scarsa trasparenza e gestione familistica» (Cresci non avrebbe detto pubblicamente di essere gay, né che il futuro tesoriere del partito regionale è il suo compagno) apparse su Iltribuno.com e firmate Enrico da Pisa, che aveva detto di essere iscritto all'Idv, ma non risulterebbe negli elenchi del partito.
I provvedimenti potrebbero anche essere di natura penale, visto che Cresci ha presentato una denuncia alla polizia postale per scoprire chi sia l'Enrico che ha innescato una polemica e avvelenato il clima precongressuale. «L'Idv non è un partito omofobo, da Di Pietro ho ricevuto immediatamente la massima solidarietà, tanto che sono stati presi dei provvedimenti disciplinari da parte dell'ufficio di presidenza e a giorni mi faranno sapere», ha detto Cresci, nel corso dell'incontro «Firenze contro l'omofobia», tenuto ieri a Palazzo Medici Riccardi. «La vicenda è stata strumentalizzata; da vittima che ero, sono stato accusato di averci marciato sopra' in vista del congresso. Ma non è così, forse altri ci stanno marciando sopra, visto che sono iscritto all'Idv dal 2003 e non ho mai fatto mistero del mio orientamento sessuale. Piuttosto mi chiedo come mai se ne parli ora, ad una settimana dal congresso regionale».
Caustico il responsabile nazionale per i diritti civili e l'associazionismo dell'Idv e presidente onorario di Arcigay Franco Grillini (nella foto): «Nell'Idv non c'è posto per le mele marce. Lo stesso Di Pietro ha detto "piuttosto che sopportare un partito omofobo lo sciolgo''. Il problema maggiore è l'assenza in Italia di una legge. Per questo il 27 ottobre presenteremo alla Camera una proposta dell'Idv che prevede l'estensione della legge Mancino per gli atti di violenza omofobica». Assente ieri l'altro candidato alla segreteria regionale, Fabio Evangelisti, che ha inviato una lettera di solidarietà per giustificarsi e rinnovare la vicinanza al collega-rivale. Tutto all'insegna del politically correct. Questo articolo ha ricevuto 229 visite.
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