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| L'Idv e il no al gay, l'ira di Di Pietro |
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| Bufera per le accuse a Cresci, candidato segretario regionale, che ora attacca il rivale Evangelisti: «Solidale sì, ma il giorno dopo» |
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| Domenica 17 Ottobre 2010 |
| di Corriere.it |
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«Butteremo fuori chi ha attaccato Cresci perché 'non ha detto di essere gay'», dice il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Solidarietà da tanti politici. Ma è scontro per il congresso dei dipietristi toscani. Enrico non si trova. Enrico da Pisa, l'anonimo autore del commento che ha scatenato la bagarre su Alessandro Cresci, sulla sua «inaffidabilità» in quanto gay non dichiarato (al congresso) non si trova. Lo avevano già scritto sul sito IlTribuno.com alcuni dei giovani pisani dell'Idv: non abbiamo un giovane iscritto che si chiama Enrico. Come dire: le sua affermazioni erano già note. Allora, perché non stigmatizzarle subito? «Perché non si risponde a chi in modo ignobile fa accuse inaccettabili in modo anonimo: io rispondo a chi ha un nome e cognome», spiega la consigliera regionale dipietrista Maria Luisa Chincarini che dà solidarietà a Cresci e aggiunge: «Le persone vanno giudicate per quello che fanno, non perché sono donne, uomini o gay».
«Faremo querelare questo Enrico da Pisa da tutti gli iscritti che si chiamano Enrico», scherza Silvia Marroni, coordinatore pisano dell'Idv. Poi si fa seria e dice: «Le cose che dice questo Enrico dimostrano che non è un pisano, parlano di un incontro che non c'è mai stato, con Cresci è in programma per mercoledì prossimo spiega Marroni E sono tremendamente dispiaciuta per Alessandro ( Cresci, ndr). È capitato a tante persone ad essere offesi su iltribuno.com: normalmente criticano le persone meritevoli». Ora, però, le offese non erano del sito internet ipercritico contro alcune delle personalità dell'Idv (ieri si spingeva a chiedere a Evangelisti di ritirare la sua candidatura), ma dell'anonimo. E più di un iscritto parla di un congresso al calor bianco, dove si sprecano accuse reciproche di scorrettezza.
Un partito in crisi di crescita, ecco l'Idv. Un boom che alle ultime amministrative ha visto schizzare in alto i propri elettori. A Firenze, dal 2.83 per cento a oltre l'11 per cento. In tutta la Regione, ora ha una larghissima pattuglia di amministratori, alcuni inaspettati (come i risultati). In Regione una squadra di cinque eletti più due assessori. Tutto in mano a 2.050 iscritti. Che, in vista del congresso, si sono scontrati pesantemente. Negli stessi commenti seguiti a Enrico da Pisa su iltribuno.com, c'erano accuse reciproche di «carenza politica», di assenza nella vita della regione, di scarsità di contenuti, di dirigismo. Insomma, come ammette anche uno dei lettori, «abbiamo tirato fuori il peggio».
Ieri tutto il partito si è stretto intorno a Cresci. Dai consiglieri regionali fino agli assessori. Dai propri sostenitori fino agli avversari. Anzi, fino all'avversario al congresso, il deputato Fabio Evangelisti, commissario uscente del partito toscano (arrivato in sostituzione del dimissionario Giuliano Fedeli, diventato consigliere regionale). Ma Cresci non ci sta. «Ringrazio per le parole di solidarietà anche Evangelisti, arrivate però solo dopo l'uscita della notizia sui giornali. Smentisco che me le abbia dette di persona, quando ne ho parlato in un incontro coi vertici del partito regionale. Aveva solo parlato di abbassare i toni», attacca Cresci. Che scrive ad Evangelisti tramite Facebook: «Smentisco di aver ricevuto nell'incontro di ieri solidarietà e stima». «Mi spiace tu non l'abbia raccolta, ma dopo che ieri, alla presenza fra gli altri, di Giuliano Fedeli e Marta Gazzarri, hai denunciato il rischio di un clima omofobo, ho ripreso la parola per ricordare i principi etici e la laicità che caratterizzano Idv e la condanna delle tifoserie ultras che stanno da una parte e dall'altra e ti ho stretto la mano... Se questa non è solidarietà, che cos'é?».
Già, la riunione. Proprio nell'incontro di venerdì pomeriggio era stato chiesto di abbassare i toni, di calmare gli animi «dei rispettivi ultras»: comunque vada, dopo il congresso dobbiamo stare uniti. Ma ormai, nell'Idv, anche la sede del congresso (Pisa, pare fedele a Evangelisti) diventa tema di scontro: scelta perché lontana da Firenze, secondo i maligni, dove invece Cresci ha il massimo dei consensi. Evangelisti ha presentato un appello (lui dice) di 400 sostenitori (il senatore Pancho Pardi, gran parte degli eletti e dei coordinatori pronviciali). Non finirà così, dicono i supporters di Cresci, che a Firenze ha vinto col 70 per cento. Domani Evangelisti raccoglierà i suoi all'hotel Michelangelo. Cresci tornerà a Pisa, ieri era a Grosseto. In attesa del 24. Questo articolo ha ricevuto 433 visite.
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