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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Serbia in contropiede:
Serbia in contropiede: "Rigiochiamo"
Ministro dell'Intero Dacic: dopo aver puntato il dito contro l'Italia, ha ammesso che nei giorni scorsi l'attenzione delle forze dell'ordine a Belgrado era tutta concentrata sul Gay Pride
Sabato 16 Ottobre 2010
di Corriere Adriatico
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Belgrado - Nella polemica con l'Italia sulle responsabilità per le violenze degli hooligan serbi a Genova, Belgrado va all'attacco, ribadendo le accuse ai responsabili italiani e chiedendo la ripetizione della gara sospesa a Marassi.

"La Federcalcio italiana è responsabile per gli incidenti e per la sospensione della partita di Genova", ha detto a Belgrado il presidente della Federcalcio serba, Tomislav Karadzic. Parlando in una conferenza stampa, ha aggiunto che, essendo la responsabilità maggiore dalla parte italiana, la Federcalcio serba intende chiedere la ripetizione della partita. "La Federcalcio italiana aveva la responsabilità dell'organizzazione della gara, secondo le regole Uefa", ha osservato Karadzic, sottolineando che la Federcalcio serba cercherà di convincere Platini, a ordinare la ripetizione di Italia-Serbia. "Noi riteniamo che sarebbe giusto giocare di nuovo, ma questo è solo un nostro desiderio, vedremo come andranno le cose", ha affermato Karadzic.

Pronta la risposta della Federcalcio italiana, che ha fatto sapere che "la Figc attende con serenità gli sviluppi dell'iter disciplinare in corso e intende continuare a mantenere un comportamento responsabile anche a livello di dichiarazioni. Così come avvenuto nella giornata del 12 e nei giorni successivi". Nella conferenza stampa a Belgrado Karadzic - che secondo la stampa serba sarebbe stato il vero obiettivo delle violenze degli hooligan - ha ribadito che la Federcalcio serba ha rispettato le regole previste a livello internazionale. "Tutte le informazioni su possibili problemi con i tifosi serbi le abbiamo trasmesse alla polizia italiana, ma è mancata la loro reazione", ha detto. Sul versante politico, mentre si è registrato un mezzo passo indietro da parte del ministro dell'Interno serbo, Ivica Dacic - il quale dopo aver a lungo puntato il dito contro la polizia italiana, ha ammesso che nei giorni scorsi l'attenzione delle forze dell'ordine a Belgrado era concentrata sul Gay Pride e che la partita Italia-Serbia era "rimasta in secondo piano" - è intervenuto il presidente Boris Tadic. Ha promesso la mano dura contro i teppisti di Genova. "Puniremo e isoleremo i violenti, non saranno loro a fermare il nostro ingresso in Europa", ha detto il capo dello Stato, che si è detto poi convinto che gli scontri di Genova non avranno ripercussioni sul cammino di Belgrado verso l'Unione europea. Da registrare infine il ritorno in campo oggi a Belgrado di Vladimir Stojkovic, il portiere del Partizan e della nazionale serba aggredito a Genova da ultrà della Stella Rossa che lo accusano di tradimento per aver lasciato la loro squadra per passare all'odiata rivale.

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