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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Firenze: «Non hai detto che sei gay, non puoi guidare l'Idv»
Firenze: «Non hai detto che sei gay, non puoi guidare l'Idv»
«Non puoi fare il segretario, non ci hai detto che sei gay». Può succedere anche questo, nello scontro per il congresso dell'Idv in Toscana
Sabato 16 Ottobre 2010
di Corriere fiorentino
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«Non puoi fare il segretario, non ci hai detto che sei gay». Può succedere anche questo, nello scontro per il congresso dell'Idv in Toscana. Due i contendenti: il deputato Fabio Evangelisti e il coordinatore provinciale fiorentino (e consigliere a Palazzo Medici Riccardi) Alessandro Cresci.

Ed è proprio lui a essere considerato «non affidabile» perché, nel congresso di Pisa, non ha dichiarato di essere omosessuale. Gli attacchi sono arrivati prima su un sito internet e poi via email. «Non puoi fare il segretario, non ci hai detto che sei gay». Può succedere anche questo, nello scontro che ribolle per il congresso dell'Idv in Toscana. Un partito cresciuto di botto alle ultime regionali, balzato al 10 per cento. Un nugolo di iscritti, circa 2.050, chiamati a scegliere chi guiderà il partito di Antonio Di Pietro nella nostra regione. Due i contendenti: il deputato Fabio Evangelisti e il coordinatore provinciale fiorentino (e consigliere a Palazzo Medici Riccardi) Alessandro Cresci. Ed è proprio lui a essere considerato «non affidabile» perché, nel congresso di Pisa, non ha dichiarato di essere omosessuale.

Il parere arriva sui commenti di un articolo (molto documentato) sul congresso Idv del sito di informazione iltribuno.it. Un anonimo, che si autodefinisce «Enrico di Pisa», e iscritto nella stessa provincia, critica Cresci per il documento congressuale che ha presentato, e poi arriva il tema «sensibile». «All'incontro con noi a Pisa, Alessandro avrebbe quindi potuto tranquillamente parlare della sua Omosessualita ( sic, ndr) », del fatto che convive con il suo compagno (di cui viene fatto il nome) «che ci risulta essere anche stato il suo tesoriere nella passata gestione provinciale e che tuttora è il referente provinciale dei tesseramenti. Scoprirlo a posteriori ci ha lasciato il dubbio della affidabilità sulla persona o sulla sua ricattabilità politica».

Nel sito si scatena una bagarre. Con molti critici su queste dichiarazioni, altri meno, ma con una identica riproposizione dello scontro sulla poltrona da segretario toscano.

«Dunque, ricapitolando: chi non dichiara le proprie tendenze sessuali è inaffidabile! E chi fa le corna alla moglie? È affidabile? E chi va a puttane deve dichiararlo? L'omosessualità è forse un reato politico od una dannazione?», si arrabbia Alberto Turbanti contro Enrico che replica: «Il tema è stato introdotto senza alcuna malizia e solo per spiegare come mai si ritenevano discutibili gli incarichi affidati a certe persone a lui vicine». Ma non è l'unica bagarre. Come confermano gli avvocati di Cresci, dopo che sul sito è arrivata questa affermazione sulla sua omosessualità, al coordinatore fiorentino sono arrivate anche email dello stesso tenore. In una si attaccava lui e il coordinatore cittadino Sabatino Clementini (anche lui sostenitore di Cresci) perché hanno gestito l'Idv facendolo diventare un «partito di checche». Cresci ha presentato querela. Della vicenda è stata interessata anche Silvana Mura, deputata emiliana Idv, e il presidente onorario di Arcigay, Franco Grillini, anche lui ora dipietrista.

Certo, ci sarebbe anche la politica. Dove lo scontro è comunque forte tra Cresci e Evangelisti: il primo accusato di essere troppo vicino a Renzi e alle posizione del Pd, il secondo critico con Renzi (soprattutto per non aver ancora ridato il posto in giunta all'Idv lasciato libero dalla dipietrista Cristina Scaletti), di aver gestito in modo troppo autonomo dagli iscritti e dalle realtà territoriali il partito in questi anni. Ma quella, appunto, è la politica: un'altra cosa rispetto a email e blog.

«Querelo. E al congresso dirò tutto»

Alessandro Cresci, coordinatore provinciale dell'Idv: lei è omosessuale? «Sì». Le preferenze sessuali di un politico sbattute sul web, compresa la sua relazione. Come si è sentito? «Sono rimasto colpito».

Ma lei si è mai dichiarato apertamente omosessuale? Ha fatto, insomma, coming out? «Certo non ho fatto conferenze stampa. I miei parenti, i miei amici, lo sanno. Se me lo chiede, rispondo. Ma personalmente non ho mai chiesto a nessuno con cui faccio politica se era gay o etero. Non credo sia rilevante. E nessuno, pubblicamente, mi ha mai posto il problema nel partito».

Dopo quel commento nel blog di iltribuno. cosa è successo? «Ho ricevuto email dello stesso tenore, da persone con nome e cognome. L'accusa: il partito era, a livello comunale e provinciale, condotto da "checche". Preciso che l'altro coordinatore, quello cittadino, Sabatino Clementini, è eterosessuale». Cosa farà adesso? «Intanto presenterò querela. I presupposti ci sono».

E politicamente? «Al congresso racconterò la vicenda e ribadirò come la penso, durante la discussione. Ed è bene che tutti sappiano che lo farò. Organizzeremo un'uscita pubblica la prossima settimana. Della vicenda è interessato anche l'ex presidente di Arcigay Franco Grillini».

Nessuno dei suoi contendenti politici al congresso regionale si è accorto di questa cosa e le ha espresso solidarietà? «Sinceramente, non so se conoscono la vicenda. Comunque nessuno mi ha chiamato».

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