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| Raid omofobo a colpi di uova e acciughe contro l'auto del presidente di Arcigay |
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| Atto vandalico ai danni di Adriano Romanelli, presidente dell'Arcigay di Rovigo |
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| Martedì 12 Ottobre 2010 |
| di Corriere del Veneto |
| in Primo piano |
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ROVIGO - Atto vandalico ai danni di Adriano Romanelli, presidente dell'Arcigay di Rovigo, che l'altra sera si è ritrovato la vettura imbrattata di uova e acciughe. Un gesto al quale il 34enne non vuole dare troppo peso, ma che non sembra affatto un caso: l'associazione per la tutela dei diritti degli omosessuali ha infatti aperto in Polesine la sua prima sede ufficiale, proprio in questi giorni, nella centrale via Mure san Giuseppe. E Romanelli la sorpresa se l'è trovata proprio al termine di una riunione del gruppo, subito dopo avere chiuso il circolo.
E' circa l'una della notte tra domenica e lunedì e il giovane, assieme al suo compagno, aveva parcheggiato il veicolo nel vicino viale Trieste. «A me uova e acciughe piacciono molto in cucina, non certo come decorazione della macchina - scherza amaramente il presidente rodigino di Arcigay - siamo rimasti a bocca aperta davanti al parabrezza grondante di olio e gusci d'uovo. Sul tettuccio, invece le uova erano mescolate alle acciughe. Abbiamo così capito di essere di fronte a un gesto idiota mirato». Ora bisognerà decidere se procedere o meno alla denuncia contro ignoti.
«Ne parlerò con gli amici dell'associazione - spiega - il sistema di videosorveglianza presente nella zona, del resto, non dovrebbe avere avuto problemi a individuare l'autore dell'atto. Ma, in tutta franchezza, sarei più felice se il responsabile si facesse vivo per spiegarci cosa lo abbia spinto e per poterci confrontare. Sarebbe un'occasione per conoscerci e, magari, rompere il pregiudizio, capire che queste provocazioni sono inutili e immature. Non abbiamo mai ricevuto minacce e vogliamo sperare che si tratti di un piccolo gesto che rimarrà isolato».
L'eco dell'episodio è giunta anche ai livelli centrali e immediata è stata la presa di posizione di Paolo Patané. «Pur nel suo tono di sberleffo, questo gesto non va sottovalutato - sottolinea il presidente nazionale di Arcigay - perché rappresenta una risposta omofoba e intimidatoria al rinnovato e vivace attivismo che sta vivendo Rovigo. Sono sicuro che i volontari polesani non si faranno intimidire e continueranno nella loro preziosa opera di sensibilizzazione su diritti e doveri per gay, lesbiche, transessuali, oltre che di contrasto rispetto all'omofobia.
Mi auguro che alla nostra solidarietà si aggiunga quella della politica e della società civile». Il primo a esprimere parole ufficiali di vicinanza è Graziano Azzalin, consigliere regionale del Pd. «I fatti di Belgrado dimostrano che in tutta Europa si assiste a recrudescenze di tipo omofobico che non vanno assolutamente minimizzate». Questo articolo ha ricevuto 216 visite.
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