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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Le mamme dei ragazzi gay: «Grazie Tiziano Ferro»
Le mamme dei ragazzi gay: «Grazie Tiziano Ferro»
Presidente dell’Agedo, associazione genitori e amici degli omosessuali, nei giorni scorsi ha scritto a Tiziano Ferro dopo aver appreso del suo coming out
Giovedì 14 Ottobre 2010
di Delia Vaccarello da "1,2,3...liberi tutti de l'Unità"
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Mathew legato alla recinzione non era solo, affianco a lui, sdraiato per terra, c’era un cervo. Era rimasto lì tutta la notte per tenergli compagnia. Appena il cervo si è accorto dell’arrivo dei soccorsi è scomparso nel bosco». Mathew Shepard, giovane omosessuale, è stato violentato e martoriato perché gay, e poi legato a un palo dai suoi assalitori. Sua madre, Judy Shepard, da allora, dalla notte tra il 6 e il 7 ottobre 1998, si batte in difesa delle vittime della omofobia. I tanti ragazzi e ragazze uccisi o violentati sono diventati figli suoi. Lei è un simbolo in America. Perdendo Mathew ha moltiplicato il suo amore verso i tanti Mathew, lotta perché non siano più soli. Potrebbe fare altrimenti? In fin di vita Mathew non era solo…

Anche Rita De Santis è una madre che lotta. Presidente dell’Agedo, associazione genitori e amici degli omosessuali, nei giorni scorsi ha scritto a Tiziano Ferro dopo aver appreso che il popolare cantante ha dichiarato la propria omosessualità: «le scrivo sopratutto come mamma. Di volta in volta ci hanno fatto sentire genitori di mostri, di viziosi, di pedofili e quant’altro di più turpe esista. Noi abbiamo capito che la diversità è una inestimabile ricchezza; il sorriso e l’amore dei nostri figli, la loro serenità è il nostro regalo quotidiano. Ho una splendida famiglia di cinque figli, tutti per le loro peculiarità diversi, ma tutti partecipi della vita degli altri. Io non saprei immaginare la mia vita senza “questi” figli così come essi sono e non saprei neppure immaginarla senza mio figlio gay: è figlio alla stregua degli altri ed essere sua mamma è per me un orgoglio senza fine».

Rita De Santis in nome dei «tanti» figli ringrazia Tiziano: «Grazie, lei ha un impatto importante e attraverso la sua fama potrà rassicurare le persone che hanno paura e porsi come baluardo verso chi, cieco per ignoranza o pregiudizio, ha verso gli omosessuali un comportamento violento sia verbale che fisico. Oggi come mamma, Signor Ferro sono orgogliosa del suo coming-out». Emanuele Macca è «un figlio» gay. «Quando ho saputo di Tiziano Ferro mi sono emozionato tantissimo, mi capita spesso quando sento una persona parlare con sincerità e mi sembra che Tiziano l’abbia fatto. Quante volte abbiamo ironizzato sull’omosessualità di Tiziano, sulla sua divertente canzone E Raffaella è mia! Ora Tiziano si è aperto…». Emanuele da «figlio» sente su di sé l’abbraccio di Judy Shepard, ma anche quello di Mary Griffith, che interpretando con rigore senza appello la religione urla di disperazione dinanzi al suicidio del figlio Bobby. Poi capisce: ha dato un significato sbagliato alla parole amore, e si converte, e lotta per i tanti Bobby del mondo affinché all’interno della sua chiesa cessino i giudizi e gli attacchi verso gay e lesbiche. Nello sguardo dei ragazzi vede quello di suo figlio.

FIDUCIA E PAZIENZA

Emanuele ricorda Ursula Barzaghi che lotta accanto al figlio sieropositivo, e in ospedale «decide di consacrarsi al lavoro con i gay». Emanuele ha la fede, dice che è stata riscaldata dall’abbraccio delle madri. Ricorda il Vangelo: «Gesù vide sua madre e accanto a lei il discepolo preferito. Allora disse a sua madre : “Donna, ecco tuo figlio”. Poi disse al discepolo : “Ecco tua madre”. Emanuele sente che “con la fiducia e la pazienza le cose, se abbiamo un atteggiamento positivo, possono cambiare!». Queste madri e questi figli tessono una rete che va al di là dei legami di sangue, sanno – per fede, per una spinta potente, per una forza maestosa e compassionevole con il muso di un cervo – che l’amore si moltiplica.

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