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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Serbia: Gay Pride, 249 fermi e 157 feriti bilancio finale
Serbia: Gay Pride, 249 fermi e 157 feriti bilancio finale
Serbia: Ue, governo ha agito professionalmente per garantire gay pride
Lunedì 11 Ottobre 2010
di La redazione di Gaynews
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BELGRADO - I violenti scontri di ieri a Belgrado a margine del Gay Pride hanno provocato 157 feriti, in massima parte poliziotti, e 249 fermi. Questo il bilancio degli incidenti fornito dal capo della polizia serba. Sul totale dei feriti, si precisa, 132 sono agenti di polizia - 5 dei quali in condizioni serie - e 25 sono manifestanti, uno grave. Distrutti o danneggiati 15 veicoli della polizia. Tra gli arrestati vi e’ anche Mladen Obradovic, leader della formazione di estrema destra Obraz. (Ansa)

BRUXELLES - Il governo serbo "si e' impegnato a prendere misure di sicurezza per assicurare lo svolgimento" del gay pride di Belgrado e "ha agito professionalmente per gestire l'evento". E' cosi' che la portavoce Maja Kocijancic dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune Catherine Ashton ha risposto alle critiche mosse alle autorita' serbe dopo le violenze verificatesi durante la gay parade di ieri e provocate da un gruppo di estremisti di destra. (Adnkronos/Aki)

BELGRADO - Violenti scontri fra polizia e estremisti ultranazionalisti omofobi hanno accompagnato il Gay Pride di ieri a Belgrado, dove poco più di un migliaio di omosessuali hanno manifestato in una città spettrale e con l’intero centro svuotato e presidiato da oltre cinquemila poliziotti in assetto antisommossa.

Alla vigilia, l’Osce, la Ue e Amnesty International avevano detto che lo svolgimento del Gay Pride sarebbe stato un test della maturità democratica e del grado di tolleranza sociale della Serbia, impegnata a dimostrare di essere idonea a entrare nell’Unione europea. Evidentemente il paese balcanico, con una popolazione in larga parte conservatrice e ben poco tollerante, ha ancora parecchia strada da percorrere prima di adeguarsi agli standard europei in fatto di libertà democratiche e rispetto delle diversità.

Nel primo raduno di gay e lesbiche nella capitale serba dopo quello del 2001, sfociato anch’esso in scontri con la polizia - lo scorso anno il Gay Pride era stato annullato all’ultimo momento per le minacce degli estremisti - alcune migliaia di hooligan violenti hanno a più riprese cercato di forzare i massicci cordoni di agenti per impedire lo svolgimento del raduno omosessuale. È stato un vero e proprio assedio alle forze dell’ordine, con l’intera giornata segnata da episodi di guerriglia urbana. Ai sassi, alle bottiglie, alle molotov e agli altri oggetti lanciati dai teppisti, la polizia ha riposto caricando duramente e facendo uso di gas lacrimogeni.

I violenti scontri di ieri a Belgrado a margine del Gay Pride hanno provocato 157 feriti, in massima parte poliziotti, e 249 fermi, 131 dei quali sono stati tramutati in arresto. È questo il bilancio finale degli incidenti fornito stamane dal capo della polizia serba, Milorad Veljovic.

Sul totale dei feriti, è stato precisato, 132 sono agenti di polizia - cinque dei quali sono in condizioni serie - e 25 sono manifestanti, uno dei quali ha riportato ferite gravi. Sono stati inoltre distrutti o danneggiati 15 veicoli della polizia.

Tra gli arrestati vi è anche Mladen Obradovic, leader della formazione di estrema destra Obraz (in serbo volto, faccia, ma che in senso metaforico sta a significare orgoglio). (Ansa)

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