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| Belgrado: scontri al gay pride, 120 feriti |
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| Oltre 120 le persone che sono ricorse alla cure mediche, soprattutto poliziotti |
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| Domenica 10 Ottobre 2010 |
| di Corriere.it |
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MILANO - Scontri nel centro di Belgrado tra la polizia e i militanti dei gruppi di ultra-destra che protestano contro lo svolgimento del Gay Pride, organizzato per la prima volta in Serbia. Circa 500 persone hanno partecipato alla parada dell'orgoglio omosessuale, che è durata 15 minuti e si è svolta sotto la protezione di oltre 5mila agenti di sicurezza in assetto antisommossa. I nazionalisti armati di mattoni, bottiglie molotov e fumogeni hanno devastato parte della sede del Partito Democratico del presidente serbo Boris Tadic, l'ingresso della sede della televisione di Stato Rts e la sede del partito Socialista del ministro degli Interni Ivica Dacic. Hanno tentato di fare incursione nella zona blindata della città scontrandosi con le forze speciali di polizia, che hanno risposto lanciando lacrimogeni. Il bilancio è finora di 122 feriti e di questi 102 sono poliziotti. Tre dei feriti, due agenti e un civile, sono in gravi condizioni. Negli scontri 101 teppisti sono stati fermati e di questi 53 sono stati arrestati. Decine gli arresti, compresi due omofobi che sono riusciti a penetrare nella sede del parlamento.
PRECEDENTI CANCELLATI - I gay serbi avevano provato già due volte ad organizzare un corteo. La prima volta, nel 2001, i manifestanti furono aggrediti da una folla di estremisti di destra prima ancora di cominciare e vi furono 40 feriti. L'anno scorso la parata dell'orgoglio omosessuale fu annullata all'ultimo in seguito ad una serie di minacce. Il gay pride, decisamente osteggiato dalla Chiesa ortodossa, ha profondamente diviso anche nei giorni scorsi l'opinione pubblica serba. Sabato migliaia di persone hanno partecipato ad una marcia a Belgrado per chiedere che fosse cancellato. Questo articolo ha ricevuto 207 visite.
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