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| Famiglia reale nella bufera per un efferato delitto a sfondo sessuale |
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| Il nipote di re Abdullah, Saud Abdulaziz bin Nasser al-Saud, è sotto processo a Londra accusato di aver ucciso con brutalità devastante il suo servitore e amante Bandar Abdulaziz |
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| Giovedì 07 Ottobre 2010 |
| di Il Messaggero |
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LONDRA - La famiglia reale nella bufera per un efferato delitto a sfondo sessuale. Non si tratta però dei morigerati Windsor d’Inghilterra, ma dei royal dell’Arabia Saudita. Il nipote di re Abdullah, Saud Abdulaziz bin Nasser al-Saud, è sotto processo a Londra accusato di aver ucciso con brutalità devastante il suo servitore e amante Bandar Abdulaziz. Secondo l’accusa Bandar era trattato dal principe alla stregua di uno schiavo sessuale. Per settimane i due avevano viaggiato insieme per il mondo, erano passati anche da Milano, per arrivare a gennaio nella capitale inglese dove il principe 34enne si dava alla bella vita. Saud ha raccontato in tribunale che lui e Bandar erano amici, ma il servitore 32enne viaggiava in economica e non in business, camminava sempre qualche passo indietro al suo datore di lavoro e spesso era costretto a dormire sul pavimento della stanza che condividevano al Landmark hotel di Londra, dove è avvenuto l’omicidio.
Era la sera del 14 dicembre, i due erano andati a cena per festeggiare San Valentino, una volta tornati in camera il principe ha ordinato champagne e sei cocktail che ha bevuto da solo. Dopo, secondo la ricostruzione del procuratore della corona, Jonathan Laidlaw, ha cominciato ad abusare di Bandar fisicamente e sessualmente. Lo avrebbe picchiato con violenza, il suo sangue era sparso per tutta la stanza. Durante l’autopsia i patologi hanno trovato ferite su occhi, labbra, denti, collo, schiena, costole, stomaco. La testa era quasi spaccata in due tanto da provocare fuoriuscita di materia cerebrale. Sulle guance aveva i segni di morsi «di ovvia connotazione sessuale», ha detto il procuratore. Tracce di liquido seminale del principe sono state trovate negli slip della vittima. Alla fine Bandar è morto per strangolamento.
Saud ha cercato di pulire il sangue e solo il pomeriggio seguente ha chiamato l’ambasciata saudita di Londra. Alla polizia prima ha raccontato che Bandar era stato assalito dai ladri, poi che era scivolato in bagno perché ubriaco. E ha sempre negato di averlo ucciso. Ma alla giuria è stato mostrato un video, ripreso dalla telecamera a circuito chiuso piazzata nell’ascensore dell’hotel, in cui si vede il principe prendere a calci e pugni il suo servitore pochi giorni prima del delitto. Bandar non reagiva, cercava solo di difendersi con le mani. «Ha subito mesi di abusi», ha accusato il procuratore. Saud, la cui madre è la figlia di re Adbullah, nega anche di essere omosessuale nonostante sia stata accertata la sua frequentazione di uomini escort e di locali gay e nonostante avesse sul cellulare foto hard della vittima.
Se ritenuto colpevole il principe sarà condannato all’ergastolo. Ma finora la famiglia reale saudita non è voluta intervenire in alcun modo nella vicenda. Questo articolo ha ricevuto 441 visite.
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