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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
La cattolica pro-gay spacca il Pd
La cattolica pro-gay spacca il Pd
A Bologna per le primarie scende in campo la Frascaroli
Mercoledì 06 Ottobre 2010
di ItaliaOggi
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Un tempo venivano chiamati i «cattolici del dissenso»: erano leader del movimento studentesco sessantottino, esponenti indipendenti del Pci o componenti l'ala sinistra della sinistra democristiana, avevano un'agenzia di stampa, Adista, guardavano a don Giuseppe Dossetti, a don Lorenzo Milani, a Giorgio La Pira, ai preti-operai, ai teologi peones del Vaticano II, alla chiesa rivoluzionaria dell'America Latina.Poi il dissenso si è affievolito, anche perché a un papa permissivo come Giovanni XXIII ne sono subentrati altri assai più rigidi e ortodossi.

Ma adesso ritornano. Un primo assaggio a Firenze, con un invito esplicito: «I cattolici «conciliari» si autoconvocano». Vi hanno partecipato da tutta Italia e si sono definiti «la chiesa di base». Spiega il loro documento: «Avvertiamo la sofferenza di non vedere al centro della comune attenzione proprio il Vangelo annunciato da Gesù ai poveri, ai peccatori, a quanti giacciono sotto il dominio del male».Adesso una delle leader del movimento, Amelia Frascaroli, ha rotto gli indugi e a Bologna, la città che fu di don Dossetti, parteciperà alle primarie del Pd. Chi non vede di buon occhio l'iniziativa ha già lanciato l'anatema: «Cose già viste».

Ma è indubbiamente un fatto nuovo la discesa in campo politico e la ritrovata visibilità dei «cattolici del dissenso», che non solo potrebbero mettere scompiglio nel variegato schieramento partitico dei cattolici ma creare problemi pure alle gerarchie, e infatti la curia bolognese ha mal digerito l'operazione-Frascaroli. Anche perché la signora ha una biografia inattaccabile: cresciuta all'ombra della Caritas, 56 anni, sposata da 32 anni, 3 figli più 2 adottivi (gemelli scappati dalla guerra del Congo), laurea in pedagogia, fu tra i firmatari del manifesto dei Cattolici per il No, ovvero quei cattolici che votarono al referendum per il mantenimento del divorzio.

È stata al vertice di opere pie e associazioni di volontariato, è responsabile di una casa d'accoglienza per ragazze in situazioni di fragilità e disagio sociale.Quando Romano Prodi, in conflitto col cardinale Camillo Ruini, rivendicò di essere un “cattolico adulto”, e quindi non disposto a sottostare ai diktat della Conferenza episcopale, lei solidarizzò, specificando di farlo da «cattolica credente». Anche alle primarie del Pd andrà battagliera: «Il Pd deve smettere di guardarsi la punta delle scarpe e invece guardare al lavoro e alle fragilità sociali», dice.Niki Vendola la vorrebbe al suo fianco dopo due prese di posizione che hanno creato non poco imbarazzo in area cattolica.

La prima: «Sono favorevole alla costruzione di una moschea a Bologna, in un processo reale di convivenza non vedo perchè dovremmo avere paura di un luogo in cui la gente prega». La seconda: «L'ufficializzazione delle convivenze gay? Assistiamo ad una serie di legami diversificati, di convivenze che chiedono di essere riconosciute in termini di protezione. I gesti simbolici possono anche anticipare quello che potrebbe essere raccolto da una legge nazionale». Per ora Vendola non ha avuto risposta. Anche perché gli ex o attuali compagni di viaggio della barricadiera bolognese sono tutti cattolici: Ermanno Gorrieri (fu leader della sinistra Dc), Luigi Pedrazzi (tra i padri costituenti del Mulino), don Giovanni Nicolini (prete di frontiera), Giancarla Codrignani (ex-parlamentare, giornalista), Rosy Bindi (è il punto di riferimento della Frascaroli nel Pd).

Le sue idee? Promuovere la convivenza e la solidarietà, destinare più fondi al sostentamento dei bisognosi e del sociale, intrecciare gli sforzi del pubblico e del privato contro il degrado, arginare le spinte leghiste, difendere la costituzione (il 10 ottobre ha organizzato un dibattito dal titolo: W la costituzione, W l'unità), spingere verso un'Europa della tolleranza: «penso a quanto siamo fortunati ad essere membri dell'Ue che riporta civiltà quando onde anomale di razzismo tornano ad emergere».

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