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| Padova: goliardia, nella mostra una filastrocca offensiva per i gay |
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| Zan: "Forse il Comune non è il luogo più adatto per sfoggiare un'ironia del genere" |
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| Martedì 05 Ottobre 2010 |
| di Corriere del Veneto |
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PADOVA - «Inopportuna, specie in un luogo istituzionale quale deve sempre essere il Comune». La filastrocca originale, opera dello scrittore milanese Luigi Sailer, risale quasi ad un secolo emezzo fa e narra di una vespa che prima cattura una farfalla e poi, impietosita, la lascia volare via. Ora, però, la versione ironica di quella canzoncina, architettata dai goliardi dell'Università di Padova, rischia di diventare un «caso». Perché l'umorismo degli studenti irride il mondo gay. E soprattutto perché la stesura moderna de «La farfalletta», questo il titolo dei versi di Sailer, è stata affissa amo' di introduzione ad una mostra fotografica dedicata alla goliardia del Bo ed ospitata da qualche giorno nel cortile pensile di Palazzo Moroni, il municipio padovano. «Pur conoscendo ed apprezzando la simpatia e lo spirito dissacratorio dei goliardi - il commento dell'assessore comunale all'Ambiente e presidente regionale di Arcigay Alessandro Zan - forse il Comune non è il luogo più adatto per sfoggiare un'ironia del genere. Devono esserci sempre forma e rispetto istituzionali». Questa la filastrocca della «discordia», ben visibile tra la rassegna di scatti organizzata dall'Esu, l'ente regionale per il diritto allo studio universitario, e a cui Palazzo Moroni ha dato ospitalità: « La vispa Teresa, avea tra l'erbetta, a volo sorpresa, gentil farfalletta. E tutta giuliva, gridava distesa: L'ho presa! L'ho presa! L'ho presa nel ....! Ahi che mal! Te sta ben, cueaton! ». Questo articolo ha ricevuto 270 visite.
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