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| Lettera aperta dell’Agedo ad Al Bano |
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| La presidente dell’Associazione dei genitori di persone omosessuali scrive al cantante |
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| Mercoledì 04 Febbraio 2009 |
| di Comunicato stampa |
| in Primo piano |
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Gentile Signor Al Bano,
è una mamma di un figlio gay che le scrive, leggo oggi forse in ritardo le sue parole sulla paternità gay e sinceramente ne rimango sgomenta. Sgomenta innanzi tutto per la sostanza, che è in definitiva quella che accomuna tutti gli omofobi, cioè l’ignoranza completa sull’argomento del quale si parla. Ma sono colpita soprattutto per il fatto che, essendo stata la sua paternità turbata da una disgrazia immane come quella di una scomparsa di una figlia, non abbia riflettuto prima di parlare, poiché io credo che lei sappia benissimo come l’uso improprio delle parole possa ferire le persone più di mille acuminati coltelli.
Mi ricordo che lei in occasione di quell’evento dolorosissimo si scagliò contro i giornalisti che avevano ingiuriato la memoria di sua figlia con parole offensive.
Proprio per questo vorrei farla riflettere sull’uso offensivo delle parole della sua dichiarazione.
I nostri figli non sono brutti scherzi della natura, non sono per noi genitori oggetto di vergogna, anzi sono la diversità che contribuisce alla nostra ricchezza.
I pride non sono funerali ma feste e mi meraviglio che si stupisca proprio lei che ha fatto in alcuni momenti un pride della sua vita privata.
Poiché resta facile attaccare senza un contraddittorio, noi genitori saremo a Sanremo il 20 febbraio per la presentazione del libro Piacere Maria alla libreria Mondadori. Avrei in quell’occasione piacere di incontrarla e parlarne.
La saluto.
Rita De Santis, Presidente nazionale AGEDO
Associazione Genitori, parenti, amici di persone Omosessuali
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