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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Grillini: 'Parlamento pieno di omosessuali ma pubblicazione nomi è dannosa'
Grillini: 'Parlamento pieno di omosessuali ma pubblicazione nomi è dannosa'
L’ex presidente di Arcigay e ora di Equality Italia, Aurelio Mancuso vuol pubblicare la gay list dei deputati e dei senatori che pur essendo gay, ostentano in pubblico comportamenti omofobici
Sabato 17 Settembre 2011
di Tiscali News
in Opinioni

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Un’arma che Mancuso ha deciso di brandire dopo la mancata approvazione delle norme anti omofobia. Così ha allestito un sito ad hoc - listaouting.wordpress.com – sul quale alle 10.00 del 23 settembre pubblicherà un primo elenco di dieci politici. L’outing, spiega in una nota del blog, si utilizza per “dichiarare pubblicamente la pratica omosessuale o di altre differenti sessualità di politici, preti, persone note e influenti, che attraverso azioni concrete e prese di posizione offendono e discriminano le persone gay, lesbiche e transessuali. Per far comprendere chiaramente come nel Parlamento italiano viga la regola della dell'ipocrisia e dellla discriminazione”. Per Franco Grillini, ex presidente dell'Arcigay, il metodo di lotta potrebbe avere effetti controproducenti.

Grillini, in genere “si dice il peccato, ma non il peccatore”. Invece?

“So da qualche tempo e l’ho detto pubblicamente più di una volta che almeno settanta parlamentari sono gay, di cui solo due sono però omofobi. Se fra loro ci sono persone che non si sono mai schierate contro i gay, perché metterle al bando? E’ sbagliato”.

Aurelio Mancuso dice che andrà avanti ...

"Non credo che con azioni di questo tipo si possano portare a casa buoni risultati. Per quanto mi riguarda prima di agire mi sono sempre chiesto: che cosa sposta? La mia azione è in grado di dare qualcosa di più – in chiave di risposte legislative - al movimento che rappresento? Se la mia coscienza e la mia ragione rispondono di no, sospendo la mia iniziativa".

L’outing, insomma, se utilizzato male può diventare un’arma a doppio taglio?

"Negli Stati Uniti, in Francia e in Inghilterra, le nazioni che più di altre hanno utilizzato l’outing per denunciare gli omosessuali omofobici, l’outing è uno strumento di lotta superato; nelle mie battaglie, per mettere sul chi va là i nostri nemici, ho sempre scelto un’altra via: ho detto che il Parlamento è zeppo di omosessuali, ma solo per dimostrare che non è vero che siamo confinati in una piccola elite. Una frottola messa in giro per dire che siamo una minoranza. E in effetti, siamo un gruppo minoritario più ampio in Italia: siamo sei milioni; nessuno può dire che siamo quattro gatti".

Presidente, per lei l’omosessualità è una questione che riguarda tutti?

"Persino quelli di destra dicono di avere amici omosessuali. Persino Casini e Buttiglione lo dicono. Che cosa voglio dire con questo? Voglio dire che la questione omosessuale è, sostanzialmente, una questione di massa: quasi in ogni famiglia c’è un gay, lo stesso discorso vale nelle scuole. E se siamo in tanti, vuol dire che c’è in ballo una questione di diritti di carattere generale: prima di tutto, il diritto all’identità".

Quindi, l’outing non risolve il problema. E’ questa la sua sintesi?

"Questo vuol dire che se sputtano al mondo i nomi dei parlamentari omosessuali non risolvo il problema e forse mi metto contro chi in incognito potrebbe aiutarci a raggiungere gli obiettivi che ci proponiamo da qualche tempo. L’obiettivo di Mancuso qual è? Tra l’altro, Aurelio, deve trovare il modo, eventualmente, di evitare problemi legali: la nostra legge sulla privacy è molto severa da questo punto di vista. E qui si tratta di gestire con oculatezza dati sensibili. Altrimenti non so come andrà a finire l’iniziativa".

Mancuso vuol mettere alla gogna anche sacerdoti, vescovi e cardinali. Dal Calciopoli e Sputtanopoli?

"L’outing deve essere utilizzato solo contro i gay che occupano una posizione importante e si comportano da omofobi. Come il cardinale Hans Hermann Groer, grande elettore del papa polacco, primate della chiesa austriaca che, nonostante le sue tendenze sessuali, è ferocemente omofobo. In questo caso l’outing è possibile: ci sono state quindici persone che hanno detto, lui ci ha messo le mani addosso. L’outing non diventa un boomerang se ci sono prove. Che anche nei vertici ecclesiastici ci siano omosessuali è noto: anzi Arci – noto da qualche tempo".

Come si usa l’outing, qual è la ricetta di Franco Grillini?

"L’autore e inventore dell’outing si chiama Michelangelo Signorile, è un editorialista della rivista gay americana The Advocate: lui diceva che l’outing si fa nei confronti di una persona che pur essendo omosessuale si comporta da omofobo. Francamente, ad Aurelio faccio notare: c’è un ministro gay che parla male o blocca le leggi a favore dei gay? Queste cose si fanno quando le accuse sono suffragate da prove, altrimenti sarebbe una delazione di massa che rischia solo di confezionare un bel po’ di casino".

Mancuso potrebbe avere anche problemi legali …

"Molto probabilmente, i nomi saranno pubblicati in un sito registrato all’estero: un escamotage per evitare conseguenze penali. Potrebbe diventare il Wikileaks degli omosessuali". (di Paolo Salvatore Orrù)

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