 |
| La moda cambia: l’uomo peloso non è più un tabù |
 |
| Un giorno andrà scritta una storia dettagliata sulla relazione, complessa e mutevole, tra società occidentale e pelo superfluo. Di Alberta Marzotto |
 |
| Lunedì 25 Luglio 2011 |
| di Repubblica.it |
| in Opinioni |
|
 |
|
Un giorno andrà scritta una storia dettagliata sulla relazione, complessa e mutevole, tra società occidentale e pelo superfluo. Non quello femminile, naturalmente, tabù dei tabù mai messo in discussione, quanto piuttosto il pelo maschile, residuo animale oggetto ora di rifiuti senza appello, ora di estatiche quanto acritiche celebrazioni.
Se gli anni Ottanta del supercorpo e del superomismo palestrato hanno visto il trionfo del corpo liscio e glabro, clinicamente privato di tutto ciò che potesse anche vagamente ricordarne l’intrinseca, ineluttabile bestialità — erano gli anni in cui l’incubo Aids irruppe dal buio come una mannaia, ponendo fine una volta per tutte ai bagordi libertini dei pelosissimi anni Settanta — e gli anni Novanta hanno rappresentato un momento di sospensione e passaggio, dagli Zero è in atto la riscoperta del pelo, arrivato finalmente al mainstream dopo un lungo periodo di incubazione nella sottocultura gay. Ma queste sono cose note, già ampiamente sviscerate in passato su queste colonne parlando di orsi e di nuova mascolinità. Quel che sorprende, oggi, è quanto la celebrazione del pelo si stia spingendo oltre, arrivando persino a sfondare vecchie, incrollabili barriere. A Parigi come New York, ma anche a Milano, in questi giorni di caldo torrido non è raro vedere modaioli sfegatati in canottiera che esibiscono — gasp! shock! — generosi velli posteriori quasi si trattasse di accessori alla moda.
Ebbene sì, è caduto l’ultimo velo: il raccapricciante pelo sulle spalle un tempo riservato a scaricatori di porto ed esemplari di mascolinità terragna e fiera — è à la page. Parecchio à la page. Le signore poco aduse a simili efflorescenze faranno bene ad abituarsi. Del resto, con il barbarismo che avanza, era solo questione di tempo prima che si arrivasse alla glorificazione della pelliccia allover. Certo, nei reality ancora impazza l’uomo spinzettato, ma prima o poi il pelo arriverà anche lì. Tra furia depilatoria e irsutismo da zoo, però, c’è tutto un mondo in mezzo che val la pena di esplorare. Quando si tratta di pelo, infatti, in medio stat virtus. O no? Questo articolo ha ricevuto 6527 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|