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| La realtà supera la fantasia. Riflessioni sul Campania Pride |
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| Non era difficile pensare che qualcuno avrebbe accusato il primo cittadino di festeggiare il Pride mentre a Napoli c'è l'emergenza rifiuti. Eppure la fantasia ha superato la realtà. Si è andati oltre |
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| Martedì 28 Giugno 2011 |
| di Vladimir Luxuria |
| in Opinioni |
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Napoli - Avevo facilmente predetto che una certa stampa avrebbe attaccato il neo-sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, per aver partecipato al Campania Pride, insieme al vice-sindaco Tommaso Sodano e all'assessore alla sicurezza Giuseppe Narducci. Non era difficile pensare che qualcuno avrebbe accusato il primo cittadino di festeggiare il Pride mentre a Napoli c'è l'emergenza rifiuti. Eppure la fantasia ha superato la realtà.
Si è andati ben oltre. Non siamo stati solo usati strumentalmente per attaccare la giunta e dimenticare le promesse mancate di Berlusconi e il veto leghista sul decreto smaltimento rifiuti, ma siamo stati sottilmente paragonati all'immondizia.
In un articolo su Libero, dal titolo "De Magistris balla con i gay tra i rifiuti" in prima pagina, una sorprendentemente omofoba dell'ultima ora, la giornalista Maria Giovanna Maglie, fa un certo parallelismo tra i maleodoranti rifiuti e il Pride.
Lo dico sinceramente: se si sarebbero potute sacrificare quel paio d'ore che il sindaco ha impiegato per sfilare e ballare insieme a noi per dissolvere l'immondizia dalle strade io avrei detto a De Magistris: "non sfilare!". Non fare come fanno tanti sindaci di città aperte e inclusive, in cui sfilare con noi non fa scomodare nessuno a scrivere pezzi di protesta.
La verità è che le responsabilità sono altre e note, alcune penali su cui indaga la Magistratura, altre politiche su cui i napoletani si sono già espressi con le ultime amministrative, un cui segnale era già stata una Piazza del Plebiscito mai così vuota come quando si è presentato Berlusconi per sostenere Lettieri, al punto da aver dovuto tardare il suo intervento per far mettere in piazza i camion con i poster elettorali per attenuare l'effetto deserto.
Credo invece che la sua presenza sia stato il segnale per dire che la città deve comunque andare avanti e non fermarsi, pronta a manifestare in allegria per un pride o a mobilitarsi qualora ancora una volta la Lega Nord non pensi di mettere sull'altare del sacrificio Napoli per tentare di riconquisatre i suoi elettori e distrarli dalle proprie lotte all'interno del partito e della maggioranza di governo.
I gay, lesbiche e trans sono cittadini napoletani anche loro, e anche loro sanno cosa significa dover fare mille giri per tornare a casa perché la strada è bloccata da roghi o cassonetti rovesciati, a tenere chiusi i finestrini delle auto o le persiane per non sentire il fetore.
Il problema dei rifiuti è innanzitutto un problema italiano, come ho considerato un problema italiano l'alluvione in Veneto, dove i soldi sono arrivati. La solidarietà e l'aiuto devono essere un valore unitario nazionale. Così come lo è l'omofobia, quella di chi picchia per strada o che ti offende con le parole. Quella è immondizia, non noi. Questo articolo ha ricevuto 6286 visite.
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