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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Quella legge sull´omofobia cancellata
Quella legge sull´omofobia cancellata
"Sembra incredibile che nel XXI secolo si debba ancora occuparsi, e preoccuparsi, per la situazione degli omosessuali, persone adulte e consenzienti, come se fossimo nel Medio Evo"
Sabato 05 Giugno 2010
di la Repubblica
in Opinioni

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Gentile Augias, nell'ottobre dello scorso anno un disegno di legge contro l'omofobia, dopo un rapido passaggio in aula, fu rapidamente bocciato e archiviato con i voti di maggioranza (salvo poche eccezioni), Udc e naturalmente Paola Binetti. Il tutto con la benedizione (e la regia) della Chiesa. Anche ultimamente si ribadiscono strali contro i "disordinati" omosessuali, pur con la consapevolezza che le parti più calde dell'inferno sono riservate, bontà loro, solo a chi abusa di bambini. In questo clima alcune menti non troppo allenate alla lettura possono facilmente schierarsi dalla parte dei giusti e quindi rapidamente passare a quella dei giustizieri. Saranno le vittime delle loro spedizioni punitive, e non loro stessi, destinate ad andare tra i malvagi per l'eternità. Assistiamo infatti in questi giorni all'ennesima aggressione ai danni di un omosessuale. Di vendicatori dalla parte del giusto è piena la storia e il nostro folle mondo, rendiamo onore ai nostri, in attesa che qualcuno si svegli dal lungo letargo.

Luca Olivieri lu.olivieri@libero.it

Sembra incredibile che nel XXI secolo si debba ancora occuparsi, e preoccuparsi, per la situazione degli omosessuali, persone adulte e consenzienti, come se fossimo nel Medio Evo, o come se vivessimo in uno di quei paesi di stretta osservanza islamica dove il tabù ha resistito ai tempi, alle aperture culturali, all'espansione del concetto di libertà dell'individuo che data dalla fine del XVIII secolo. Rileggevo nei giorni scorsi alcune pagine del saggio Sulla libertà del filosofo inglese John S. Mill. Ne ho isolato alcuni principi di fondo che qui trascrivo: «Il solo scopo per cui si può legittimamente esercitare un potere su qualunque membro di una comunità civilizzata contro la sua volontà è per evitare un danno ad altri». O anche: «La sola libertà che merita questo nome è quella di ricercare il proprio bene a proprio modo, nella misura in cui non si cerca di privarne altri o di ostacolare i loro sforzi per ottenerla». Mi ha scritto Albino Pesce da Mira (VE): «Il grido di aiuto del ragazzo gay pestato a sangue non può cadere nel vuoto, la sua non è solo una richiesta d'aiuto per le percosse, è anche un grido perché qui si sta limitando la libertà individuale di ogni cittadino. Il Parlamento deve fare una legge che abbia pene esemplari per episodi così odiosi». I principi contro l'omofobia si sono affermati, ove più ove meno, in Occidente. Da noi meno che altrove. A Roma per esempio abbiamo un sindaco che s'è dichiarato contrario alla legge sull'omofobia perché avrebbe "contenuti ideologici", introdurrebbe un reato di opinione. L'obiezione è molto debole e comunque cade davanti al ripetersi di aggressioni che in quella norma troverebbero almeno un deterrente.

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