HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Benedino a Serracchiani: inopportuna la
Benedino a Serracchiani: inopportuna la "polemichetta" con Alemanno
Se viviamo nel paese in cui è una colpa essere se stessi, non è soltanto a causa della vittoria di una destra intollerante ma è anche a causa di una sinistra che non ha saputo fare il proprio mestiere
Mercoledì 26 Agosto 2009
di Andrea Benedino
in Opinioni

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

“Meglio tardi che mai”. Con queste parole l’on. Debora Serracchiani ha commentato l’appoggio annunciato da parte del Sindaco di Roma Gianni Alemanno alla proposta di legge di Paola Concia contro l’omofobia che, grazie alla richiesta fatta dal Gruppo del PD alla Camera, presto giungerà in votazione in Aula. Alemanno parlava ad un incontro con le principali associazioni lgbt italiane, convocate in Campidoglio all’indomani della grave aggressione nei confronti dei due ragazzi di fronte al Gay Village, ricevendone il plauso unanime per la fermezza con cui si era espresso in questi giorni e per la forza delle sue aperture politiche.



La sua posizione, che fa seguito a quella del presidente Fini di qualche mese fa, potrebbe consentire di porre finalmente le basi in Italia per una maggioranza parlamentare bipartisan a favore di una legge che consenta una maggiore tutela degli omosessuali vittime di violenza e l’episodio di danneggiamento ai danni della discoteca gay Muccassassina di ieri sera non è che l’ultima tappa di una triste escalation.



Per questo spiace che a una giovane e brillante europarlamentare come Debora sfugga, forse per amor di battuta giornalistica, l’inopportunità politica di una sterile polemichetta, peraltro da parte di un esponente di un partito come il PD che non ha certo mostrato in questi anni un coraggio da leoni nelle battaglie a sostegno della comunità lgbt italiana.



Se siamo nella situazione in cui in Italia una coppia omosessuale non si sente libera di circolare per la strada mano nella mano o di scambiarsi in pubblico un timido bacio o anche solo un abbraccio, se viviamo nel paese in cui è una colpa essere semplicemente se stessi, non è soltanto a causa della vittoria di una destra intollerante, ma è anche e soprattutto a causa di una sinistra che non ha saputo e voluto fare il proprio mestiere.



Lo sanno bene i tanti omosessuali democratici che da anni ed anni denunciano inascoltati la sordità del PD alle loro rivendicazioni, che hanno condotto solitarie battaglie interne destinate a scontrarsi quasi inesorabilmente contro i muri di gomma degli equilibrismi tra sedicenti “laici” e sedicenti “cattolici”, che hanno pronunciato negli anni parole forti e taglienti in innumerevoli congressi, assemblee nazionali, riunioni di direzione, senza certo ottenere il clamore e l’attenzione mediatica che è stata dedicata ad altri, senza certo provocare entusiasmi pazzeschi o fenomeni socio-politici da studiare, ma anzi facendosi tanti nemici. Perché dire la verità fa male, denudare il re è controproducente, perché la realtà è che questo PD preferisce ignorare certe questioni, anziché affrontarle, come accaduto recentemente in occasione della Festa di Genova.



La costruzione di maggioranze trasversali comporta un minimo di intelligenza politica, di strategia, il saper calibrare le dichiarazioni ad effetto con la "Politica" con la P maiuscola, che è fatta di mediazioni che non facciano rinunciare ai propri principi e valori. Cercando di badare al risultato da portare a casa e non alla mera testimonianza. Quella mediazione che sta alla base della proposta di legge di Paola Concia, che cerca un punto di dialogo con una destra che per la prima volta da anni sembra intenzionata a discutere seriamente. Per fare questo abbiamo bisogno di un PD unito, che lasci da parte su questo tema lo scontro congressuale, e marci compatto per garantire ai gay e alle lesbiche italiani una buona legge contro le discriminazioni e le violenze omofobe.



Ed allora anziché dire ad Alemanno “Meglio tardi che mai”, proviamo per una volta tutti assieme a chiedere a noi stessi “Se non ora, quando?”



Questo articolo ha ricevuto 477 visite.



Articoli correlati...

Il Parlamento ci riprova sulle coppie di fatto. Il Colle: è sua competenza Vita di coppia
Venerdì 20 Aprile 2012
Il Parlamento ci riprova sulle coppie di fatto. Il Colle: è sua competenza
Il Quirinale rispondendo alle sollecitazioni di alcuni parlamentari: la Cassazione non ha interferito. Alfano (Pdl): famiglia? Uomo e donna che fanno figli
di TMNews
Omofobia, Alfonso Papa (Pdl): 'Sì alle unioni omosessuali, guardiamo a Cameron' Opinioni
Domenica 01 Aprile 2012
Omofobia, Alfonso Papa (Pdl): 'Sì alle unioni omosessuali, guardiamo a Cameron'
"Abbiamo un dibattito in Italia molto sfalsato, il dibattito non deve riguardare il matrimonio o valori religiosi, ma deve riguardare la regolamentazione di rapporti economici"
di La redazione di Gaynews
Assistenza sanitaria alla compagna gay. Ora Montecitorio valuta il caso Concia Vita di coppia
Sabato 31 Marzo 2012
Assistenza sanitaria alla compagna gay. Ora Montecitorio valuta il caso Concia
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini non esclude l'estensione della copertura sanitaria alla convivente sposata in Germania. Ma c'è chi si ribella
di Corriere della Sera
Arcivescovo Fisichella, nozze gay? C'è Costitizione. Si troveranno altre forme Opinioni
Martedì 13 Marzo 2012
Arcivescovo Fisichella, nozze gay? C'è Costitizione. Si troveranno altre forme
Secondo l'arcivescovo Rino Fisichella, nel nostro Paese di troveranno ''altre forme'' che non contraddiranno ''l'articolo della Costituzione che parla della famiglia"
di Ansa



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI