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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
GLI OMOFOBI OMOSESSUALI
GLI OMOFOBI OMOSESSUALI
Si può non essere eterosessuali e non accettarsi completamente
Martedì 30 Settembre 2008
di Saverio Aversa
in Opinioni

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Di Saverio Aversa



La condizione di omosessualità, l’essere e/o il dichiararsi gay, lesbica,

bisessuale o anche avere un’identità transessuale, non costituiscono

prerequisiti indispensabili per vivere pienamente e forse serenamente il

proprio orientamento sessuale e il genere di vera e sentita appartenenza. Si può non essere eterosessuali e non accettarsi completamente, si può credere che essere lesbica, transessuale, gay o bisex significhi essere incompleti,

inferiori, non adeguati, non all’altezza della società alla quale si vorrebbe

appartenere con una certa autorevolezza. Questo succede da quando esiste il

mondo, probabilmente, ed oggi si parla addirittura della presunta omosessualità

di Stalin, dopo aver avanzato l’ipotesi che anche Hitler fosse gay, se poi

queste ipotesi siano vere o meno è poco importante, sicuramente è meno

significativo del fatto che Stalin ed Hitler erano omofobi e mandarono migliaia

di omosessuali nei campi di concentramento. Almeno ottanta paesi del nostro

pianeta hanno legislazioni che condannano chi non si riconosce nella più

accettata e normalizzante identità eterosessuale, in una concezione familista

che supporta una società conservatrice e rassicurante. L’omofobia quindi

appartiene agli eterosessuali che si sentono minacciati da chi è differente da

loro; l’omofobia appartiene all’ideologia di destra che vuole uomini e donne in

ruoli ben differenziati, in grembiule nero per i maschi e bianco per le femmine

come vuole la ministra Gelmini, che stabilisce che la forza di una “nazione”

sia soprattutto nel numero dei suoi abitanti e quindi condanna e punisce chi

non procrea; l’omofobia si registra ancora anche nell’ideologia di sinistra,

nei nostalgici di un mondo idealizzato e rappresentato principalmente dal

proletario eterosessuale perché l’omosessualità è disprezzata come espressione

della decadenza dell’odiata borghesia.

Gli omofobi omosessuali sono numerosi anche nei movimenti per il

riconoscimento dei diritti negati e sono quelli che, più realisti del re, più

papisti del papa, vogliono salire sul carro del vincitore, sempre e senza

distinzioni considerate troppo sofisticate, e con l’alibi “dobbiamo dialogare

con tutti, anche a destra ci sono delle aperture, ecc.”, stanno lì da tempo

immemore aspettando le “briciole del potere”, mendicando un sia pur minimo

riconoscimento che giustifichi i loro affanni e i loro compromessi. Loro sì che

hanno veramente paura di essere “messi da parte”, angosciati che la loro

“disponibilità” al dialogo comunque e con tutti non li premi con la ribalta

perpetua.

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