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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Ecco a voi il nazista omosessuale. La doppia vita di un 31enne di Düsseldorf
Ecco a voi il nazista omosessuale. La doppia vita di un 31enne di Düsseldorf
Conviveva con un uomo, nel tempo libero frequentava locali gay e si travestiva da donna. Era anche impegnato come consulente in un centro per giovani omosessuali
Sabato 04 Febbraio 2012
di Giornalettismo
in Mondo

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LE ORGANIZZAZIONI NEONAZISTE – Carsten S. è originario di Jena, cittadina della Turingia da cui provenivano anche i componenti della cellula nazista di Zwickau che occupa da mesi i media tedeschi. Dalla fine degli anni novanta era impegnato attivamente in diversi gruppi di questo genere: da ”Thüringer Heimatschutz“ (Tutela della Turingia), a “Heimatschutz” (difesa della patria) fino a „Nationalsozialistischer Untergrund (NSU)“ (movimento clandestino nazionalsocialista).

L’APPARENTE USCITA DI SCENA - In base a quanto da lui stesso dichiarato, nel 2000 Carsten decide di lasciare questi ambienti per via della sua omosessualità, ma in realtà nel luglio dello stesso anno viene eletto vicepresidente dell’organizzazione delle nuove leve naziste ”Jungen Nationaldemokraten (JN)” (giovani nazionaldemocratici). Secondo i servizi segreti tedeschi l’uomo avrebbe continuato a intrattenere rapporti con la scena neonazista almeno fino al 2003, infatti 2001 e nel 2002 viene accusato di aver comprato armi per il trio di estremisti di Zwickau.

NUOVA VITA NELL’OVEST – Nell’agosto del 2003 Carsten si trasferisce a Colonia e poi a Düsseldorf per studiare ed entra a far parte dell’associazione studentesca omosessuale. Nel 2005 inizia a lavorare nel servizio di consulenza ai malati di AIDS della città e successivamente in un centro per giovani lesbiche, bisessuali e transessuali. Se si va sulla pagina dei cittadini attivi del sito web del Land del Nord Reno Vestfalia si trova anche il nome di Carsten. La settimana scorsa avrebbe dichiarato al suo avvocato di essere sempre stato all’oscuro dell’esistenza della cellula terrorista di Zwickau. (di Giulia D Amato)

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